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Savona, crisi e lavoro: sindacati chiedono incontro urgente alla Regione

Savona. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro urgente alla Regione per definire che consenta di riassorbire nelle (poche) nuove attività che sono partite alcune delle (tantissime) persone che hanno perso il lavoro nel Savonese.

“Siamo preoccupati dal fatto che alcuni importanti cantieri siano partiti (piattaforma Maersk e Aurelia bis) senza garantire ricadute occupazionali certe sul territorio. Siamo ancora in tempo, ma abbiamo chiesto un intervento di Regione e Provincia affinché si arrivi ad un accordo che dia certezze in tal senso (indicando tempi e numeri) e non affidandoci al caso” spiega il segretario della Cgil, Francesco Rossello.

Si legge nella lettera inviata dai sindacati alla Regione: “Oggi prima di tutto la crisi stessa, in secondo luogo le tensioni sociali e la mancanza di liquidità alla quale le aziende fanno fronte rimettendo in discussione gli assetti societari stanno mettendo in discussione o, comunque, rallentando alcuni di questi investimenti. Allo stesso tempo, tuttavia, altri progetti sono entrati nella fase esecutiva (Piattaforma Maersk; Aurelia bis), mentre sono ancora in corso trattative per portare nuove attività produttive (in particolare facciamo riferimento a Toshiba). Nella nostra provincia, come del resto in tutta la Regione, esiste una tradizione consolidata di gestione delle crisi industriali da parte delle istituzioni e delle parti sociali che, attraverso un utilizzo sapiente degli ammortizzatori sociali, sono sempre riusciti ad avviare processi di ricollocazione dei lavoratori in altre attività attraverso specifici accordi”.

La lettera prosegue: “La crisi, che ormai non riguarda più una singola azienda o settore, è divenuta generale. Questo insieme di fattori ci sta impedendo di riprodurre anche solo parzialmente quel meccanismo di gestione delle crisi. In questi ultimi anni, attraverso un dialogo costante con le associazioni di categoria e con le istituzioni, abbiamo provato a costruire un sistema di incentivi che favorissero la ricollocazione di parte dei lavoratori espulsi dal ciclo produttivo nelle nuove attività. In particolare, l’accordo quadro per l’occupazione siglato grazie al lavoro di regia della Provincia il 24-09-2010, che aveva questo obiettivo, non ha però prodotto alcun risultato. Fino ad ora, grazie anche all’attenzione della Regione, siamo riusciti a garantire al numero maggiore possibile dei lavoratori il paracadute degli ammortizzatori sociali. Malgrado questo però, nessuno degli oltre 2000 lavoratori espulsi dal ciclo produttivo ha trovato una nuova collocazione grazie ad un lavoro di mediazione collettiva che vedesse coinvolte le parti sociali e le istituzioni”.

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