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Savona, cinque orti urbani per persone della terza età e disabili

Savona. L’assessorato alla Partecipazione e Decentramento e l’assessorato ai Servizi Sociali uniti in un progetto sperimentale volto a valorizzare le capacità d’impegno e l’interesse all’autonomia di cittadini savonesi che si trovano in grave stato di emarginazione sociale. Questo, in sintesi, il Progetto “Orto – Metti in campo l’Autonomia”.

“Abbiamo ‘ereditato’ dalla ex Terza Circoscrizione 31 orti urbani, che erano assegnati, secondo il vecchio regolamento, a persone della terza età e disabili – dichiara l’assessore al Decentramento Sergio Lugaro -. I tempi attuali portano ad una richiesta di gestione degli orti anche da parte di molte persone che versano in grave disagio economico e sociale. Ho dato quindi dato disponibilità ad assegnare cinque dei 31 orti ai servizi sociali e credo che questo sia un grande passo in avanti per far condividere questa utile attività tra pensionati e fasce deboli della popolazione, favorendone l’inclusione sociale”.

“Stanno inoltre iniziando i lavori per altri tre orti urbani siti in via Comotto, in via Vittime di Brescia e nell’orto botanico della Villetta – prosegue Lugaro -. Con l’assessore all’Ambiente stiamo preparando il nuovo regolamento di assegnazione degli orti, che porteremo al più presto in Commissione, nel quale sarà ancora previsto di destinare una quota di gestione ai servizi sociali, e nello specifico per un altro progetto di inclusione sociale oppure per i servizi scolastici”.

“Il Progetto ‘Orto – Metti in campo l’Autonomia’ – spiega l’assessore ai Servizi Sociali Isabella Sorgini – è rivolto a persone sole, inoccupate o disoccupate di lunga durata, over 40, in carico all’Area Inclusione Sociale, con un reddito definito e condizioni abitative precarie, che si mostreranno in grado di sviluppare la capacità di gestire un piccolo orto, impiegando così in modo sano il proprio tempo libero ed aumentando il livello di autostima e gratificazione personale”.

“Il progetto permetterà loro di acquisire conoscenze relative alle tecniche di coltura, semina, eccetera – rimarca Sorgini -, grazie ad un corso di formazione, di produrre in proprio verdura anche grazie ad un contributo spese per l’attrezzatura ed avere il sostegno, avvalendosi della consulenza e del monitoraggio da parte di volontari esperti nonché del sostegno di tipo educativo, che porterà le persone coinvolte a conoscere ‘buone prassi’. Gli operatori sociali dell’Area disagio adulto/Inclusione sociale provvederanno all’individuazione dei destinatari dell’iniziativa nonché al loro monitoraggio relativamente al progetto di autonomia personale concordato”.

Il progetto prevede tre fasi di azione: l’individuazione dei beneficiari, la fase di passaggio dalla teoria alla pratica, l’avvio dell’orto.

Partner del progetto sono la Fondazione Comunità e Servizi, le parrocchie e i centri di ascolto, l’Auser.

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