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Rischio amianto in Val Bormida, i Cobas vogliono un censimento ad hoc

Cairo M. Domenica 28 aprile si è celebrata la “Giornata Mondiale per le vittime dell’amianto”. Milioni di morti in tutto il mondo, almeno 5000 l’anno in Italia. Un’occasione per la Confederazione Cobas Savona di chiedere conto della situazione in Val Bormida.

“Anche qui, in Valbormida, i cittadini chiedono chiarimenti sull’amianto – scrivono in una nota – Quanti e quali sono gli edifici pubblici con tetti in amianto? L’edificio che ospita i Servizi Sociali del Comune di Cairo ha il tetto in eternit. Quale la sua pericolosità? Vogliamo un censimento preciso in tutta la Valbormida. Chi ha respirato amianto si ammala, anche dopo decenni, di mesotelioma pleurico o peritoneale. Pochi mesi e la persona muore”.

“Vogliamo sapere: nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nelle vetrerie, quanti hanno respirato amianto Chi ha lavorato all’Acna di Cengio continua ad ammalarsi e a morire: da un morto all’anno siamo passati a circa 7-8 l’anno. Vogliamo avere certezze sulle diagnosi di mesotelioma pleurico lavorocorrelato, come sappiamo avere in Piemonte. Apriamo gli occhi. I cittadini e le cittadine vogliono certezze e dati inconfutabili, vogliono un regisatro pubblico dei danni da amianto” concludono i Cobas.

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