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Regione, Piredda (Idv): “Priorità ai crediti delle micro imprese”

Liguria. “Con lo sblocco dei 40 miliardi di euro di debiti delle Pubbliche amministrazioni verso le imprese deciso dal Parlamento, sarebbe auspicabile che la Regione mettesse in testa alla lista dei creditori le piccole e micro imprese che costituiscono l’asse portante della nostra economia”. Questo l’obiettivo dell’ordine del giorno che domani mattina Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione, presenterà in consiglio regionale. Secondo quanto comunicato dal ministero dell’Economia, i 40 miliardi di euro dovrebbero essere ripartiti tra Stato, Sanità, Regioni, Province e Comuni, agli enti locali spetterebbero 12 miliardi nel 2013 e 7 miliardi nel 2014, alla sanità 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014 e allo Stato 7 miliardi in due anni.

“Lo sblocco dei pagamenti arretrati con svincolo dal patto di stabilità – spiega Piredda – costituisce una prima boccata d’ossigeno per le imprese che da anni in Italia subiscono un gap altamente penalizzante rispetto ai competitors europei e che ha decisamente contribuito ad acuire lo stato di crisi in cui le nostre imprese si trovano dal 2008. Infatti, i tempi medi di pagamento alle imprese in Italia si sono allungati, in media, di 44 giorni, passando dai 95 di fine 2010 ai 137 del 2011. Per le costruzioni la dilazione è aumentata addirittura di 63 giorni, passando da 94 a 157 giorni, nel manifatturiero da 102 a 147 e nei servizi da 78 a 108 giorni. Mediamente in Italia un’impresa impiega 6 mesi per riscuotere una fattura, più del doppio rispetto alla media europea”.

“In Liguria, mediamente, un’impresa ci mette 143 giorni per farsi pagare e con un conseguente incremento dei costi del 99,3%. Secondo un’indagine Ispo, i “peggiori pagatori” risulterebbero Asl ed enti ospedalieri liguri, che impiegano in media ben 170 per saldare il dovuto alle imprese: un comparto su cui è necessario un forte intervento da parte della Regione, vista la propria diretta competenza”.

“Nella nostra regione, il più duramente colpito dai ritardi di pagamento è il settore delle costruzioni che ha perso in quattro anni oltre 8mila addetti e che è costituito per il 75% da imprese artigiane di piccole e piccolissime dimensioni. Pertanto, nello stabilire una scala di priorità in base all’emergenza creditizia, ritengo auspicabile che, compatibilmente con le disposizioni statali, la Regione metta in cima alla lista le imprese di minori dimensioni che magari vantano crediti di importi contenuti, ma di vitale importanza per la loro stessa sopravvivenza”.

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