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Regione, integrazione tra scuola e imprese. L’assessore Rossetti: “No a centralismo per il fondo sociale”

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Regione. I processi di integrazione con il mercato del lavoro sono il futuro della scuola italiana. In Germania il 60% dei giovani viene qualificato con la competenza e non solo con la conoscenza all’interno delle imprese. “E quando un ragazzo si diploma si sente domandare dove hai fatto il tirocinio, dove hai maturato il tuo saper fare. Da noi gli viene invece domandato se è uscito dal Doria o dal Cassini. Come dire, se studi non lavori. Ma il mondo va in un’altra direzione e anche la Regione Liguria, grazie al Fondo sociale europea, è su queste strada per dare a tanti allievi oltre la formazione, una esperienza lavorativa in territorio regionale o extra regionale che a sua volta consentirà loro o un inserimento lavorativo e una creazione d’impresa”.

Lo ha affermato l’assessore alla Formazione, Finanze e Università della Regione Liguria Pippo Rossetti Palazzo, intervenendo nel pomeriggio nel palazzo della Borsa di Genova, al convegno “Cittadini d’Europa” organizzato dal Centro in Europa per l’anno europeo dei cittadini.

Rossetti ha poi affermato che la Regione Liguria non condivide con la proposta del ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca che ha annunciato una pianificazione del Fse 2014-2020 all’insegna del neo-centralismo di ritorno, con i ministeri, lo Stato che definiscono sia obiettivi sia spese. “Giusto essere sostituiti dallo Stato se si lavora male, ma nel caso della Liguria i dati sono virtuosi, per il futuro abbiamo già consultato circa 200 comuni per verificare criticità, punti di forza e potenzialità della programmazione 2014-2020 per il benessere del territorio, e non vogliamo che questo lavoro venga vanificato” ha detto l’assessore ligure.

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