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Operazione “Caterpillar”, ecco come agiva la banda degli escavatori “super-scontati”: 7 truffe, giro d’affari di 120 mila euro foto

Albenga. Sul web, si sa, si trovano offerte di ogni genere e a tutti i prezzi. Quando poi ci si imbatte nel prodotto desiderato a una cifra pari a un quinto del suo valore di mercato, la tentazione è più forte di tutto. Anche del rischio di cadere vittime di una truffa o della possibilità che quel prodotto nasconda giri non troppo puliti.

Non si devono essere fatti troppe domande gli imprenditori edili che, in questi mesi, hanno acquistato escavatori a prezzi vantaggiosissimi da tre soggetti “discutibili”. D’altronde la crisi morde e risparmiare qualche migliaio di euro dev’essere sembrato oro colato dal cielo. E così è accaduto che un imprenditore di Nichelino si sia sfregato le mani quando un mezzo del valore di 15 mila euro gli è stato venduto a soli tremila euro. E come lui, almeno altri professionisti sono caduti nella rete della banda di truffatori in azione dalla fine del 2012 e che aveva la sua base ad Albenga, agendo poi nel Savonese così come nell’Imperiese.

Sette le truffe ad essa addebitate, ma potrebbero essere molte di più. Ne sono convinti i carabinieri di Ceriale che, insieme agli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia di Albenga, stanno portando avanti l’operazione “Caterpillar” e che oggi diffondono le foto degli arrestati per permettere a eventuali vittime o “testimoni” del raggiro di farsi avanti.

I tre – Salvatore Miano, 58 anni, Gabriele Mameli, 41 anni, Giuseppe Palermo, 49 anni, tutti residenti ad Albenga e con piccoli precedenti legati a reati contro il patrimonio – avevano costituito una vera e propria organizzazione a delinquere finalizzata alla truffa, si recavano presso i noleggiatori di escavatori al fine proprio di noleggiare macchinari che potevano raggiungere il valore anche di 30.000€, dando in garanzia assegni non coperti o provenienti da furti. Poco dopo l’escavatore prendeva il largo e veniva venduto fuori piazza evitando il rischio di essere riconosciuto.

Gli arrestati si alternavano nel gioco di ruoli con il malcapitato noleggiatore; a volte era Palermo che recitava la parte dell’imprenditore edile bisognoso di un escavatore per un fantomatici cantieri, che da accertamenti fatti dai militari non sono mai esistiti, altre volte era Miano a svolgere questo ruolo mentre Mameli aveva la parte del tecnico nel scegliere il tipo di escavatore.

Questo ha permesso di risalire a sette truffe perpetrate sia in Provincia di Savona che in quella di Imperia (un escavatore super scontato è stato recuperato a Diano Marina), e di recuperare l’escavatore sottratto a Ceriale. In quest’ultimo caso gli investigatori hanno accertato che il macchinario in questione era stato venduto dall’organizzazione ad un imprenditore di Nichelino, nel Torinese, per la modica cifra di 3.000€, ed essendo il valore del mezzo di circa 15.000€ (l’imprenditore è stato denunciato per il reato di ricettazione).

Per arrivare a individuare i tre, i carabinieri si sono rivolti al web utilizzando i social – network. Gli uomini dell’Arma fingendosi interessati acquirenti di escavatori a prezzi concorrenziali hanno teso una trappola online ai truffatori e sono riusciti ad ottenere un appuntamento per un incontro; incontro che ha permesso ai militari di individuare due dei soggetti, monitorarli, arrivare all’individuazione del terzo e agli arresti per associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il giro d’affari è stimato intorno ai 120 mila euro.

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