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Nuove sale del Paleolitico al Museo Archeologico di Finale

Finale L. Il Museo Archeologico del Finale (MAF), collocato nel Complesso monumentale di Santa Caterina in Finalborgo, costituisce una delle realtà culturali più significative nell’ambito della Preistoria italiana ed europea, grazie al contesto territoriale nel quale è inserito, particolarmente ricco di siti archeologici in grotta, indagati scientificamente da circa 150 anni, che sono diventati un punto di riferimento per la ricerca internazionale.

Un esempio su tutti la Caverna delle Arene Candide, con una stratigrafia che ha consentito di documentare l’occupazione umana ininterrotta da circa 30mila anni fa (Paleolitico superiore) all’età romana, attraverso la quale il grande studioso Luigi Bernabò Brea (1910-1999) ha potuto “costruire” la scansione cronologica e definire gli orizzonti culturali del Neolitico, ancora oggi valida per tutta l’area del Mediterraneo occidentale.

Il MAF raccoglie ed espone reperti provenienti dal Finalese e contiene testimonianze archeologiche che, partendo dal Paleolitico antico (da circa 350mila anni fa), sono in grado di documentare l’evoluzione delle specie umane (Homo heidelbergensis, Homo neanderthalensis, Homo sapiens) che si sono avvicendate sul territorio durante le varie fasi della Preistoria e la successiva stratificazione dell’occupazione antropica dal Neolitico all’età dei metalli, alla Romanità, al Medioevo, fino ai tempi recenti.

Grazie all’avvio del progetto strategico Accessit (Programma Europeo Italia Francia Marittimo, Sottoprogetto A “Archeologia”), coordinato dalla Regione Liguria, il Comune di Finale Ligure ha deciso di investire le risorse messe a disposizione per riallestire tre sale del Museo Archeologico del Finale dedicate alle diverse fasi del Paleolitico. Il progetto ha voluto non solo rinnovare da un punto di vista museografico i suoi spazi, armonizzandoli con gli altri recentemente riammodernati, ma ha permesso anche di rivedere totalmente i contenuti scientifici, aggiornandoli alle più recenti scoperte e analisi effettuate nell’ultimo decennio, arrivando pure – attraverso una ridestinazione d’uso delle superfici di pertinenza del museo – ad un aumento dell’area espositiva e del percorso di visita aperto al pubblico.

Le “ricadute” di questo intervento, oltre a permettere di completare il riallestimento del MAF, si possono individuare in una migliore accessibilità culturale e nell’incremento della diffusione delle conoscenze sul territorio finalese, con particolare riferimento al turismo culturale e scolastico, senza trascurare l’offerta nei confronti del turismo tradizionale. Un museo maggiormente “attraente” e meglio connesso alla lettura del territorio e alla visita dei siti in esso presenti, consente una migliore valorizzazione territoriale, di concerto con altre operazioni di promozione in corso di attuazione da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comune di Finale Ligure.

L’intervento ha riguardato il riallestimento completo di diversi spazi dedicati alla storia del museo e dei personaggi che svolsero le prime ricerche archeologiche nel Finalese, al Paleolitico inferiore (Homo heidelbergensis, 350mila – 130mila anni fa), al Paleolitico medio (Homo neanderthalensis, 130mila – 35mila anni fa), al Paleolitico superiore (Homo sapiens, 35mila – 10mila anni fa).

L’apparato didattico è stato improntato a criteri museografici attuali nella redazione dei testi e nella componente iconografica. I pannelli sono integrati da sistemi audiovisivi su postazioni multimediali touch-screen, collocate lungo il percorso espositivo, nelle quali sono disponibili filmati, immagini, giochi, mappe interattive e altre applicazioni che permettono di compiere, in maniera piacevole, diversi approfondimenti sui temi esposti nel percorso di visita.

I materiali originali esposti nelle vetrine sono integrati da una postazione tattile, nella quale è possibile toccare ed interagire con fedeli riproduzioni di alcuni strumenti in pietra scheggiata, diorami, riproduzioni, grandi ricostruzioni grafiche e una suggestiva ricostruzione in scala reale di un’ampia porzione della necropoli delle ultime fasi del Paleolitico superiore rinvenuta nella Caverna delle Arene Candide da Luigi Cardini e Virginia Chiappella negli anni ’40 del Novecento.

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