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Morte di Paolo Ponzo, torna l’attenzione sui rischi ipotermia: “Commissione ad hoc”

Liguria. Ipotermia, prevenzione e rimedi: dopo la tragica morte del calciatore Paolo Ponzo – gloria del Savona Calcio – il presidente della Commissione regionale Sanità, Stefano Quaini, sottolinea l’esistenza di studio di una nicchia di medici di varie specialità di area critica sul tema e la necessità di creare una commissione ad hoc.

“Il dramma che ha colpito il povero Paolo Ponzo e la presenza di alcuni casi di ipotermia occorsi ad atleti nell’arco della gara podistica ‘Maremontana’ ha fatto emergere un tema poco noto alla massa ma che e’ da tempo oggetto di studio, in quanto la gestione della temperatura corporea rappresenta un argomento estremamente importante sia in sala operatoria che dinanzi a situazioni di emergenza, trattandosi di quadri molto complessi” premette Quaini.

“Non entro minimamente nel merito dei soccorsi e dell’organizzazione della manifestazione, in cui ogni attore ritengo abbia dato il massimo della professionalità – dice Quaini – ma è opportuno dopo incidenti così gravi avviare una riflessione ed un miglioramento di strategie sia in sede di politiche sanitarie regionali che di organizzazione e pianificazione dei soccorsi prendendo spunto da chi abitualmente e con casistiche enormi da tempo si confronta con ipotermie di severa entità”.

“Ad oggi la letteratura scientifica si arrichisce costantemente di contributi che rendono necessari l’aggiornamento e la formazione al fine di non lasciare nulla all’improvvisazione, soprattutto in condizioni che possono pregiudicare la sopravvivenza di un individuo. In regioni più abituate a gestire pazienti ipotermici per vicinanza alle montagne, come Trentino Alto Adige e Lombardia esistono centri di riferimento che hanno messo in atto protocolli operativi condivisi in caso di incidenti ipotermici in cui collaborano il 118, anestesisti rianimatori e cardiochirurghi.
In Svizzera dove l’emergenza preospedaliera è di eccelenza alcuni medici ed infermieri hanno fondato una società scientifica italo-svizzera (SiSSi ) che si occupa di studi ed aggiornamento sull’ipotermia e le sue insidie” dice ancora Quaini.

E continua: “Anche una regione come la nostra può presentare criticità in merito a casi di ipotermia che non si sviluppano solo in montagna in seguito ad incidenti da freddo o valanghivi ma anche il mare presenta rischi in tal senso; in merito il 10 maggio a Sanremo si svolgerà un convegno dal titolo ‘Il Mare: prevenzione e soccorso’ durante il quale terrà una relazione sull’ipotermia accidentale il Dr Belcio, che si occupa da anni di omeotermia perioperatoria ed in area critica. Non solo il paziente che viene colpito dalla patologia ipotermica è a rischio di vita ma anche il paziente politraumatizzato rischia un outcome negativo se la temperatura interna nelle prime fasi non viene mantenuta nella norma e anche in questo settore ci si sta impegnando per migliorare la gestione extra ed intraospedaliera”.

“L’importante è avviare un percorso integrato che unisca le forze, con la guida di esperti, al fine di apportare un miglioramento in termini di formazione e approvvigionamento di presidi adeguati per affrontare al meglio tali emergenze. In qualità di presidente ritengo quindi doveroso convocare una commissione sanità ad hoc in cui, grazie al contributo dei massimi esperti regionali dell’emergenza, si possa avere quale obiettivo la creazione di sinergie migliorative e di nuovi percorsi di intervento in caso di pazienti affetti da ipotermia severa” conclude Quaini.

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