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Loano, riorganizzazione della casa di riposo “Ramella”

Loano. Sarà all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Loano di domani la modifica del regolamento della Casa di Riposo “Ramella”.

“Si è reso necessario – spiega l’Assessore Luca Lettieri – intervenire nella riorganizzazione della gestione della Residenza Protetta, al fine di contenere i costi e di continuare ad offrire un servizio che risponde alle reali esigenze del nostro territorio. A causa della forte crisi economica le richieste di accesso alla struttura sono diminuite. Le famiglie hanno difficoltà a pagare la retta, sebbene sia di un importo fortemente inferiore a quello di altre strutture della zona, e anzi sempre di più le pensioni dei congiunti contribuiscono al bilancio familiare”.

“Di fronte ad una lista d’attesa sempre più esigua abbiamo progettato una riorganizzazione del servizio, attraverso la riduzione dei posti letto da 52 a 40 e la riorganizzazione degli spazi – continua Lettieri – Infatti, la dislocazione degli ospiti su due piani comporta spese non giustificabili rispetto al numero di utenti. Tale ridimensionamento ci consentirà di ottimizzare il servizio, con un migliore impiego del personale. Attualmente l’organico della struttura è in parte dipendente dal Comune e in parte messo a disposizione dalla cooperativa che si è aggiudicata l’ultima gara d’appalto”.

“Il lavoro viene svolto per fasce orarie – continua l’assessore loanese – In reparto operano sette unità di personale dipendente di cui sei operatori assistenziali e un ausiliario, impiegati nei turni pomeridiani, dal lunedì al sabato, quattro unità di cooperativa impiegate nei turni mattutini e due nel turno notturno. Il personale di cooperativa opera anche nelle giornate di domenica e festività sulle 24 ore. In cucina lavorano 3 dipendenti comunali impiegati tra mattina e pomeriggio, dal lunedì al sabato, nei festivi opera il personale di cooperativa. La lavanderia è affidata ad un operatore comunale così come la portineria e il centralino, che sono affidati a due dipendenti comunali”.

“Stiamo valutando la possibilità di affidare il servizio secondo la formula ‘global service’, ovvero il personale dipendente (o parte di esso) sarebbe distaccato all’aggiudicatario, resterebbe dipendente comunale ma opererebbe sotto l’organizzazione del gestore. Questo permetterebbe al Comune (che, permanendo titolare del rapporto di lavoro con gli operatori dipendenti, rimarrebbe datore di lavoro a tutti gli effetti), di vedersi rimborsati i costi del personale distaccato e di godere di un risparmio sulle utenze che, se intestate al gestore, verrebbero assoggettate ad un’Iva agevolata e, come tali, fatturate al Comune. Nella situazione attuale, invece, oltre al costo diretto del proprio personale, il Comune dovrebbe sostenere un probabile, ulteriore aggravio di spesa derivante dal prossimo, previsto incremento dell’aliquota Iva dal 4 al 10% applicata ai servizi di questo genere” conclude Lettieri.

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