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La senatrice ligure Albano (Pd): “Fiducia al governo, con tanti ‘ma”

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La senatrice Donatella Albano vota la fiducia al Governo Letta e sottoscrive il cosiddetto documento dei “dissidenti” del Partito Democratico insieme a Laura Puppato, Sandro Gozi, Sandra Zampa e Stefania Pezzopane, spiegando le ragioni della sua scelta, ragionata e sofferta.

“Come Partito Democratico, come facciamo a fare un Governo con Berlusconi, uno che aveva in casa un mafioso come Mangano e che lo ha definito un eroe? – chiede Albano – E ci siamo dimenticati di Dell’Utri? di Previti? di Cosentino? come potremo guardare negli occhi i parenti delle tante vittime di mafia?” inizia la Senatrice, “non potete avere idea del travaglio interiore che ho vissuto in questi ultimi giorni”.

“Occorre fare di necessità virtù”, spiega preoccupata la Albano, “dobbiamo dare, come Partito Democratico, la fiducia a questo Governo, perchè non possiamo permettere che la situazione economica degli italiani peggiori a causa dello stallo politico, ma personalmente non posso dimenticare le promesse fatte dal mio partito in campagna elettorale, tutti i proclami ‘mai con Berlusconi, mai col PDL'”.

“Ho il massimo rispetto degli elettori e dei cittadini, non posso ignorare il loro e il mio pensiero: questo Governo non rappresenta né me, né loro, e di questo me ne vergogno. Certo, molti nuovi Ministri e lo stesso Letta sono persone che ritengo più che valide, ma la fiducia a questo Governo, per quanto riguarda me e parte del PD, è ottenuta senza troppa convinzione, né con entusiasmo”.

“La fiducia al Governo Letta è unicamente dettata e obbligata dalla sempre peggiore crisi economica e sociale che affligge gli italiani, penso agli esodati della legge Fornero, ai cassintegrati che non si sono visti versare gli ammortizzatori sociali dovuti per legge, ai troppi precari, ai troppi disoccupati, alle famiglie che non sanno più come tirare avanti. E’ inoltre una scelta obbligata per combattere la piaga della criminalità, che in questi tempi difficili è stata l’impresa che ha ricavato i maggiori guadagni dalla crisi delle Istituzioni e dell’economia ‘sana’”.

“Non possiamo lavarci le mani, i 101 ‘Giuda’ del Partito Democratico non possono trasformarci in tanti ‘Ponzio Pilato’, in attesa che qualcun altro decida per noi – continua Albano – Ho molti dubbi sulla futura attività di Governo e spero che Enrico Letta riesca a dimostrarmi come si possa conciliare il rispetto della legalità con chi è andato a manifestare contro i giudici davanti al tribunale di Milano, chi è contro il finanziamento pubblico dei partiti e chi non vi vuole rinunciare, chi ha favorito l’evasione fiscale con chi chiede maggiori controlli, chi vuole la legge contro il conflitto di interessi e chi dice di non vederlo nemmeno il conflitto”.

“Ma soprattutto aspetto che questo nuovo Governo dia all’Italia una nuova legge elettorale, e che elimini totalmente questa, che ha fatto fin troppo gioco a qualche partito. Insieme ad altri parlamentari ho presentato un documento nel quale chiediamo che le leggi tese ad abbattere il costo del lavoro, per il rilancio dell’occupazione, leggi anti-corruzione, contro il conflitto di interessi e che riformino il finanziamento pubblico ai partiti, siano tra le priorità di questo Governo”.

“Questi sono i punti su cui intendo lavorare, perchè io tengo fede alle mie promesse fatte in campagna elettorale, non posso dimenticare tutte le persone che ho incontrato e che incontro, la voce del mio territorio. Il Partito Democratico deve tenere in massima considerazione le voci che si levano dal suo elettorato e dai suoi circoli. Sono i militanti che danno vita al partito, e mi sono vergognata a vedere questa classe dirigente che, in totale autonomia, ha proposto nomi a scelta già avvenuta, spesso consultandosi con gli avversari prima che con i membri dello stesso partito”.

“E’ mancato il coraggio ed è mancato il rispetto, giustamente la credibilità del Partito Democratico è stata messa seriamente in discussione. Ma dobbiamo considerare questo Governo come ‘l’anno zero’ dal quale rifondare il nostro partito, come la lezione dolorosa grazie alla quale abbiamo capito che il Partito Democratico ha bisogno dell’aiuto di tutti i militanti per un profondo conclude Albano.

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