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In attesa della Festa dell’Inquietudine incontro dedicato alla musica a Savona

Savona. Proseguono le iniziative di collegamento alla sesta Festa dell’Inquietudine, che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno 2013 a Finale Ligure e che avrà come filo conduttore il tema “Inquietudine. Virtù e conoscenza”. Sabato 13 aprile alle ore 16, presso la Sala Mostre del Palazzo della Provincia di Savona, si terrà, con il patrocino della Provincia e in collaborazione con il Manipolo della Musica, l’incontro “Conservatorii o Conservatori? Passato, presente e ipotesi sul futuro della musica colta in Italia”.

Interverranno: Carlo Benzi, docente di Armonia Complementare presso il Conservatorio Monteverdi di Bolzano, Claudio Gilio, presidente dell’Orchestra Sinfonica di Savona e docente presso l’Accademia Ferrato-Cilea di Savona, Marco Pisoni, docente dell’istituto Rusconi di Rho, direttore IES Chicago e collaboratore dell’Università Cattolica di Milano, Claudio Proietti, direttore del Conservatorio Paganini di Genova. A moderare l’incontro sarà il vicepresidente del Circolo degli Inquieti, chitarrista e docente di musica Dario Caruso.

“Quando il Miur, il Ministero dell’ Istruzione Università e Ricerca, pubblica bandi di concorso per i docenti di ogni ordine e grado – precisa Caruso -, le classi di concorso riferite a conservatori e istituti d’arte sono relegate ad un paragrafo a sé stante.Potrebbe sembrare un’inezia, ma in realtà tradisce un’interpretazione duplice, risvolto di una stessa medaglia. La prima interpretazione è: l’arte e la musica sono talmente importanti da essere prese in considerazione con un occhio di riguardo. La seconda: l’arte e la musica sono talmente di scarso rilievo da non dover essere considerate alla stregua delle altre discipline. Per entrambi i casi mi pare appropriato il detto ‘impara l’arte e mettila da parte'”.

“Il Conservatorio di Musica è una delle istituzioni più importanti per il nostro Paese, ha attraversato cinque secoli di vita tra alti e bassi ma sempre con un unico intento, portare la musica nella testa e nel cuore della gente. Ed è questa la storia che ha fatto dell’Italia la culla della civiltà rinascimentale, dei virtuosismi barocchi, dell’opera settecentescamente buffa e romanticamente seria. Ma forse è proprio questa storia così pesantemente presente da risultare ingombrante e rappresentare una gabbia dorata (?) entro la quale sono prigionieri gli insegnanti e gli studenti di oggi. Qual è oggi il sentimento degli italiani alla voce “Conservatorio”? Triste domanda retorica, che fa eco alle voci dei palazzi romani ormai da anni totalmente disinteressati a ciò che non fa cassetta, anzi cassa. Se è vero che la cultura è un investimento per il futuro, allora la musica e le arti tutte sono alla base di questo investimento. Dovrebbero essere questi i presupposti per incominciare a ragionare con lo sguardo proiettato in avanti. Pensate ai bambini in età prescolare, fino agli adolescenti per arrivare agli adulti e agli anziani. Avete mai visto un bambino che dopo la merenda si attacca alla tabellina del 2? Oppure un ragazzino che per fare qualcosa di piacevole e rilassante si mette alla scrivania e decida di risolvere delle equazioni di secondo grado? Oppure un giovane che in auto ripassi una commedia di Plauto? O un anziano che per tenere desta la sua tempra vitale si attacchi a Lev Tolstoj o Fjodor Dostojevskij? Non voglio denigrare le lettere e le scienze che meritano rispetto. Lo stesso rispetto per le scale e gli arpeggi di un giovane musicista, per gli olii e le tele di un giovane artista. Vedo la cultura come un angolo di 360 gradi ed ogni spicchio e’ fondamentale per la crescita di ciascuno e di tutti. Propongo quindi il MAIUR: Ministero delle Arti Istruzione Università e Ricerca” concludo Dario Caruso.

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