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Viaggio infernale per 5 profughi, 2 giorni senza cibo e acqua nel cassone di un Tir: conducente arrestato

Savona. Qui c’è un camion turco posteggiato…ma dal cassone arrivano degli strani lamenti”… è di questo tenore la telefonata che venerdì sera, verso le 23, è arrivata ai centralini della Polizia di Savona. Al telefono c’erano degli automobilisti che si erano fermati nell’Area di Servizio “S.Cristoforo Nord”, lungo la A10 Genova – Ventimiglia, poco prima del casello di Savona.

Sul posto è arrivata in pochi minuti una volante della Questura di Savona e successivamente due pattuglie della Polizia Stradale, una da Finale Ligure ed una da Genova Sampierdarena.

Gli agenti hanno trovato K.A., un autotrasportatore turco di 47 anni, già fuori dalla cabina di guida del suo autoarticolato Volvo. Quest’ultimo, appartenente ad una ditta turca specializzata in trasporti con l’estero, era carico di abbigliamento che dal paese della mezza luna doveva essere consegnato in Spagna.

In effetti i lamenti si avvertivano distintamente e rotti gli indugi, ed i sigilli doganali, le porte del cassone sono state aperte e dal buio sono emerse cinque sagome: 2 minorenni afgani e 3 siriani di cui uno palesemente invalido e con problemi di deambulazione.

I clandestini sono subito provati da quell’incredibile viaggio che, come accertato più tardi, li aveva visti lì rinchiusi da almeno due giorni. Una volta accompagnati presso la Questura di Savona, acqua e generi alimentari hanno aiutato a contrastare la disidratazione e la fame.

Nel frattempo, però, è emerso un quadro quanto mai drammatico della faccenda: i due minorenni afgani hanno dichiarato di aver pagato per quel viaggio disperato circa 1500 euro a testa, mentre la “tariffa” chiesta ai tre siriani si aggirava intorno ai 4000 euro.

Questi ultimi, denunciati per l’irregolare entrata sul territorio, sono affidati ad una struttura specializzata per i rifugiati umanitari, mentre i piccoli afgani ricoverati presso una comunità idonea, così come disposto dal Tribunale per i Minori di Genova.

K.A., il camionista, ha dichiarato di non saperne nulla del suo “carico” particolare, ma è stato comunque arrestato e condannato a pagare una multa di 15000 euro per ogni persona illegalmente aiutata a varcare i confini. Nella piazzola è restato l’autoarticolato che, sequestrato, rimane in attesa di essere confiscato secondo quanto è previsto per i mezzi utilizzati da chi si dedica a questi particolari trasporti.

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