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Il giudice è lo stesso della vicenda delle case cooperative, Gariano lo ricusa in procedimento per truffa ed estorsione

Savona. Dopo la ricusazione del Collegio del Tribunale di Savona ecco quella del gip. A presentarla è ancora una volta Renato Gariano, ex presidente del Consorzio regionale cooperative ligure, finito nei guai per la vicenda della costruzione delle 50 case cooperative di via Crispi a Pietra Ligure (un caso per il quale è già a giudizio per truffa, concussione e falso in concorso con altri). Questa mattina Gariano era invece a giudizio per un presunto episodio di truffa ed estorsione a danno di due appaltatori che lavoravano con lui (li avrebbe indotti ad eseguire dei lavori che poi non sarebbero stati pagati).

I legali dell’imputato però hanno presentato un’istanza di ricusazione del giudice per le indagini preliminari perché secondo la difesa si era già occupato dello stesso procedimento per emettere dei decreti di sequestro e l’ordinanza di custodia cautelare. Atti che renderebbero quindi il giudice incompatibile. Una tesi che però non è stata accolta dal gip Emilio Fois che, ritenendo non sussistano le condizioni di incompatibilità che lo obbligherebbero ad un’astensione, ha disposto un rinvio del procedimento al 2 luglio in attesa del pronunciamento della Corte d’Appello.

Nel motivare il rinvio il giudice ha precisato che “la vicenda storica oggetto del procedimento odierno è del tutto distinta e non connessa, sotto alcun profilo con quella nella quale sono stati emessi i provvedimenti menzionati, che riguardava i rapporti tra il Gariano, le cooperative edilizie ed i soci assignatari, laddove oggi si discute dei rapporti tra il Gariano ed alcuni appaltatori dei lavori”. Come precisa il gip, in un primo momento, la querela presentata contro Gariano era stata inserita tra gli atti del fascicolo sull’inchiesta delle case cooperative, ma, di fatto, non era connessa con quella vicenda e “non è stata in alcun modo oggetto di apprezzamento nell’ambito dei provvedimenti del giudice”. Ragione per la quale, secondo il gip. “manca una reale causa di incompatibilità ed il conseguente obbligo di astensione”.

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