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Il Consiglio regionale alle Foibe

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Il Console generale d’Italia a Fiume ha accolto la delegazione ligure impegnata nel viaggio organizzato dal Consiglio regionale nella Venezia Giulia. L’iniziativa, che si ripete ogni anno, permette a tanti giovani liguri di ripercorrere e conoscere personalmente il dramma delle foibe e dell’esodo italiano dai territori che attualmente appartengono a Croazia e Slovenia.

Renato Cianfarani ha incontrato gli studenti liguri, vincitori del concorso “Il sacrificio degli italiani della Dalmazia e della Venezia Giulia”, i tre consiglieri regionali Roberto Bagnasco, Marco Melgrati e Aldo Siri, ed i membri liguri dell’Anvgd (Associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia), nella sede della scuola italiana, diretta da Ingrid Sever.

Il console, dopo aver sottolineato l’importanza della visita ligure, ha illustrato il proprio impegno e il proprio ruolo: “Il nostro intento è far conoscere e promuovere la lingua e la cultura italiana e, nel contempo, mantenere fra gli italiani autoctoni il desiderio di continuare a sentirsi italiani”. Cianfarani ha posto l’accento sulla parola autoctoni per sottolineare che gli italiani di quei territori non rappresentano una minoranza etnica, ma lì hanno le loro radici.

Marco Melgrati, a nome della delegazione e del Consiglio regionale della Liguria, ha ringraziato il Console, gli ha consegnato il Sigillo dell’Assemblea regionale ligure e ha lodato il suo impegno “a favore della comunità italiana, e il lavoro svolto quotidianamente in difesa della cultura e della lingua italiana”.

Dopo la scuola italiana, la delegazione ha raggiunto la Comunità italiana a Fiume, che ha sede nel centro cittadino. “La scuola e la Comunità – ha commentato Aldo Siri – sono un faro di italianità. Grazie alla loro volontà di preservare, valorizzare le proprie radici, rappresentano un esempio da seguire per noi che viviamo sul territorio italiano e che stiamo affrontando un periodo di profonda crisi”.

Roberto Bagnasco ha ribadito la valenza del viaggio-pellegrinaggio organizzato dal Consiglio regionale, che permette ogni anno a decine di giovani liguri di avere un contatto diretto con i loro coetanei e, più in generale, con le comunità italiane che abitano fuori confine. “Mi impegno per il futuro a portare avanti e a rafforzare questa esperienza” ha detto il consigliere, ricordando il forte legame che lega la Venezia Giulia all’intera Liguria, che ospita numerosi esuli e i loro discendenti.

Il vicepresidente della Comunità italiana, Corinna Gerbaz Giuliano ha sottolineato che la diffusione della cultura, ed in particolare della letteratura, abbia non solo contribuito a incentivare lo studio della lingua italiana, ma abbia anche avuto un ruolo determinante nel lungo lavoro, sempre in atto, per ridurre le barriere fra etnie diverse.

I membri dall’Anvgd in viaggio con la delegazione, hanno ricordato le loro esperienze di vita legate proprio a questa città. In particolare Fulvio Mohoratz , delegato della presidenza nazionale per la Liguria, è autore di un dizionario fiumano-italiano mentre Emerico Radmann, assessore all’assistenza, alloggi e beni abbandonati del libero comune di Fiume in esilio, ha frequentato proprio nella scuola italiana di Fiume il liceo per quattro anni prima di lasciare, giovanissimo, la città come esule e raggiungere la Liguria.

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