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Il Cersaa sperimenta la birra savonese doc

Val Bormida. La filiera corta della birra è uno dei nuovi progetti del Cersaa di Albenga, il Centro di Sperimentazione e Ricerca Agricola della Camera di Commercio di Savona, incentrato sullo studio della coltivazione del luppolo. 
Il progetto, finanziato dal Piano di Sviluppo Rurale, coinvolge una decina di soggetti, tra tecnici, agricoltori e il birrificio Scarampola di Millesimo. L’iniziativa è basata sullo studio delle dieci sorgenti di luppolo presenti nella zona prealpina ed appenninica, con l’obiettivo di verificare se e quale tipologia di luppolo sia coltivabile sul territorio dell’entroterra savonese. Il primo step del progetto, dimostrativo e sviluppato su un arco temporale di un anno, prevede la coltivazione a luppolo di un’area in prossimità dell’Abbazia di Santo Stefano a Millesimo. Il traguardo finale è arrivare a produrre una birra su filiera interamente locale sfruttando in particolare la qualità delle sorgenti della Val Bormida.

Il secondo step guarda invece ad un arco temporale più lungo dell’anno per fornire nuove opportunità al tessuto agricolo esistente e promuovere lo sviluppo di nuove forme di agricoltura, non solo per gli agricoltori già in attività ma anche per giovani imprenditori intenzionati ad entrare nel settore. 
“Si tratta di un progetto dimostrativo, in questa sua prima fase – afferma il direttore del Cersaa Giovanni Minuto –, nella quale verificheremo la possibilità di coltivazione del luppolo nell’area valbormidese. In genere per le birre vengono utilizzati luppoli tedeschi o ungheresi ma nella zona prealpina e appenninica esistono luppoli che potrebbero essere coltivabili in Val Bormida. La prima fase del progetto prevede un periodo di studio e sperimentazione per verificare quali sono questi luppoli, in collaborazione con le associazioni di categoria e con alcuni agricoltori, per arrivare ad avere una birra prodotta interamente in Val Bormida”.

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