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Guido Ceronetti è l’Inquieto dell’Anno 2013

Finale Ligure. E’ Guido Ceronetti l’Inquieto dell’Anno 20013. L’annuncio è stato fatto durante la presentazione della manifestazione in corso presso il Comune di Finale Ligure. Uomo poliedrico e di cultura, poeta, filosofo, scrittore, drammaturgo, ma anche autore di traduzioni di grande importanza della Bibbia dall’ebraico e dal latino, Ceronetti riceverà il riconoscimento nell’evento che si svolgerà domenica 2 giugno, alle 17,30, nell’auditorium di Finalborgo al termine dello spettacolo “La pedana rialzante – Pesciolini fuor d’acqua” del Teatro dei Sensibili.

Guido Ceronetti

Alla conferenza stampa della manifestazione hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco Flaminio Richeri ed il presidente del Circolo degli Inquieti, Elio Ferraris. La nuova edizione della Festa dell’Inquietudine è in programma dal 31 maggio al 2 giugno, come da tradizione presso il Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finale Ligure.

Filo conduttore del 2013 è il tema “virtù e conoscenza”. E’ prevista la celebrazione di tre grandi inquieti: Gabriele D’Annunzio e Giuseppe Verdi, nelle ricorrenze delle loro nascite, e Enzo Tortora, nel trentesimo anno dal suo arresto e dall’inizio della sua odissea giudiziaria.

Dice il sindaco Flaminio Richeri: “Ceronetti è un grande poeta, un grande uomo della cultura contemporanea, forse non così ‘popolare’ come altri Inquieti tipo Renato Zero, ma è una personalità di uno spessore importantissimo, come quest’anno è importante la festa in tutta la sua declinazione. Questp è un evento che si colloca tra i momenti più importanti a livello nazionale dal punto di vista cultura”.

“Ceronetti è una leggenda della cultura italiana, è difficile identificarlo in una definizione. E’ un biblista, grecista, latinista, poeta, saggista, poeta, filosofo e commediografo che, insieme alla moglie, ha inventato il ‘Teatro dei sensibili’ non può essere che una personalità eccezionale” è il commento di Elio Ferraris.

Il premio non ha un valore venale e consiste in una pentola di terracotta sghimbescia, schiacciata da un lato e contenente un piccolo drappo di lino con il titolo di Inquieto ricamato. Negli anni scorsi è stato conferito, tra gli altri a Ferruccio de Bortoli e agli abitanti dell’Aquila, don Luigi Ciotti, Milly e Massimo Moratti, Raffaella Carrà, Oliviero Toscani, Gad Lerner, Gino Paoli, Antonio Ricci, Costa Gravas, Elio di “Elio e le Storie Tese” e Renato Zero.

Guido Ceronetti nasce in Piemonte, al bivio detto di Sant’Anna, tra Chieri e Andezeno, nel pomeriggio del 24 agosto 1927, Vergine con ascendente Capricorno, e non vuole essere definito “scrittore piemontese” o “torinese” perché è di lingua italiana, ne diffonde la sopravvivenza, dunque ritiene di non essere altro che uno scrittore italiano.

Autore di un’ottantina di pubblicazioni – molte in versi, e spesso tradotte da lingue antiche e moderne – Guido, uomo di teatro, ha la rivelazione del mondo delle marionette una sera di settembre del 1933 ad Andezeno, dove la baracca rischiarata all’acetilene di Gualberto Niemen metteva in scena La Iena di San Giorgio, dramma di cui era autore e animatore a più voci (per le femminili si pizzicava il naso). Era la storia fatta leggenda, di un macellaio canavesano che attirava clienti da più parti, compresa Casa Savoia, con la celebrità delle sue salcicce, edificate con le carni di povere ragazze dei dintorni da lui rapite e trattate, freschissime rose, con pepe e cannella nel suo laboratorio.

Comprensibilmente impressionato, Guido se ne ricorderà a trent’anni durante la crisi esistenziale che lo trasformò in vegetariano di stretta osservanza e, ultraquarantenne, all’epoca della sua convivenza, poi matrimonio, con una giovanissima Erica Tedeschi: nascerà dalla singolare coppia uno stuolo di marionette a filo che daranno vita a spettacoli d’appartamento, in una baracchina smontabile, aperti a tutti nella loro modesta casa-atelier di Albano di Roma.

Il loro primo spettacolo sarà la versione ceronettiana de La Iena di San Giorgio, edita dopo da Einaudi, inizio delle molte vicende del Teatro dei Sensibili, che diventerà pubblico nel 1986 grazie al Teatro Stabile di Torino.

Dopo il 1991 il Teatro dei Sensibili, messe a riposo le sue gloriose marionette dopo la creazione di Viaggia viaggia Rimbaud (dopo 50 repliche in Italia e Europa) avrà una lunga maturità (con l’ausilio di Lola, organo di Barberia, e di intrepidi attori giovani) come Teatro Povero di strada, e non ha cessato, nonostante la dolorosa affaticata vecchiaia del suo fondatore e animatore, di operare e affascinare pubblico dovunque sia invitato (Festival dei Disperati, 2011; Pesciolini fuor d’acqua, 2012, al Piccolo di Milano). Dare gioia, insegna Guido, è sempre, ad ogni età, un duro, molto duro, a volte straziante mestiere.

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