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Giovani che non lavorano né studiano: 12 mila in Liguria. 1,7 mln dalla Regione per contrastare i “NEET”

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Regione. Si chiamano NEET, una sigla che sta per “not in education, employment or training”, tutti quei giovani tra i 16 e i 29 che non lavorano e non studiano sprecando intelligenze. In Liguria il fenomeno è più contenuto rispetto al dato nazionale.

In Italia nel 2010, secondo un’elaborazione dell’Agenzia Liguria lavoro su dati Istat, sono oltre 2 milioni i NEET, pari al 22,1% della popolazione tra i 15 e i 29 anni. In Liguria il dato medio rilevato è attorno al 15,6%, attestandosi attorno alla cifra di 12.000 unità. A questi numeri si aggiungono i dati relativi all’abbandono scolastico che in Italia è del 18,8%, cinque punti piu’ alto della media europea, mentre in Liguria si attesta sul 16% degli allievi.

Contro questo spreco di risorse e talenti la Giunta regionale, su proposta dell’assessore al bilancio e alla formazione, Pippo Rossetti, ha varato oggi un bando del valore di 1,7 milioni di euro sul fondo sociale europeo che dovranno servire a contrastare il fenomeno dell’esclusione sociale e dell’abbandono scolastico. Quattro le linee di azione previste. Per i giovani ancora inseriti nel sistema scolastico, ma a rischio di abbandono e di esclusione sociale; per i giovani che hanno abbandonato precocemente la scuola, senza aver assolto l’obbligo di istruzione o conseguito un titolo di studio nel sistema scolastico o della formazione professionale; per i giovani NEET e per gli studenti degli istituti scolastici superiori della Liguria con difficoltà di apprendimento o motivazionali.

“L’obiettivo – spiega l’assessore Rossetti – è realizzare azioni innovative di rete che sperimentino nuove forme di presa in carico degli under 30, in grado di offrire loro sostegno prendendo a prestito altre esperienze”.

Al bando che verrà pubblicato sul sito della Regione Liguria, entro una settimana, con scadenza tra un mese, potranno partecipare, in base alle diverse azioni previste, istituti professionali in partenariato o tramite associazioni temporanee di scopo o associazioni temporanee di imprese, organizzazioni del terzo settore, del mondo imprenditoriale e del settore ricreativo ludico-sportivo.

“Il nostro sforzo – conclude Rossetti – è quello di portare il tasso di abbandono scolastico al di sotto del 10%, come ci chiede l’Europa e fare in modo che, almeno il 40% dei giovani consegua una laurea o un diploma”.

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