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Festa dell’Inquietudine con il noto archeologo Klaus Schmidt

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Finale L. Una scoperta destinata a far riscrivere i libri di storia è al centro di uno degli incontri più interessanti che si terranno a Finale Ligure durante la sesta edizione della Festa dell’Inquietudine (31 maggio – 2 giugno 2013, Complesso Monumentale di Santa Caterina, Finalborgo).

A sottolineare l’eccezionalità dell’evento, sabato 1 giugno, alle ore 14:45, la presenza di Klaus Schmidt, Direttore degli scavi di Göbekli Tepe, sito archeologico che si trova in Turchia, risalente all’inizio del Neolitico o alla fine del Mesolitico. L’illustre archeologo tedesco sarà a colloquio con Roberto Maggi, funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria.

A Göbekli Tepe è stato rinvenuto il più antico esempio di tempio in pietra, realizzato 7 mila anni prima delle Piramidi. Si stima che sia stato costruito con il lavoro di centinaia di uomini nell’arco di tre-cinque secoli. Le più antiche testimonianze note in precedenza erano le Ziggurat babilonesi, datate 5 mila anni più tardi.

“La scoperta di Göbekli Tepe porta a ripensare la storia dell’Uomo e nuovi e sconvolgenti scenari si aprono. – dicono al Circolo degli Inquieti – Come è possibile che ben prima del Diluvio gruppi di cacciatori e raccoglitori nomadi abbiano potuto realizzare un’opera così grandiosa e complessa, a partire dalla lavorazione dei megaliti sino alle raffinate raffigurazioni che in esse compaiono?”.

Non sarà l’unica domanda sulla Preistoria sulla quale ci si interrogherà durante la Festa dell’Inquietudine. Il 31 maggio, alle 15, si parlerà, infatti, di un enigmatico oggetto, un “Token”, unico in Italia, conservato nelle sale del Museo Archeologico del Finale. Si tratta di un piccolo cilindro di argilla, risalente al Neolitico Medio (4800-4300 a.C.) scoperto sull’altopiano delle Mànie, nel cuore del Finalese. Su una parte di questo oggetto venne inciso, prima della cottura, un fitto reticolo composto dall’intersezione di 12 linee verticali con 13 linee orizzontali. A cosa servivano? A questa domanda risponderà Angiolo Del Lucchese, funzionario della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e scopritore di questo particolare oggetto.

Fra le iniziative in programma al Museo nei giorni della Festa c’è anche il laboratorio “La nascita della scrittura” (sabato 1 e domenica 2 giugno, ore 10), che condurrà adulti e bambini a compiere un viaggio a ritroso nel tempo in uno “Scriptorium Medievale”, luogo di conservazione e trasmissione del sapere dove pazienti monaci amanuensi tramandavano la cultura del passato. Le abilità dei partecipanti saranno messe alla prova nella realizzazione di una pagina miniata.

Durante la Festa, il Museo Archeologico del Finale, che si trova all’interno del Complesso Monumentale di Santa Caterina, sarà aperto con ingresso libero dalle 9 alle 12 e dalle 14,30 alle 17.

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