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Confartigianato Impianti, Falco: “Necessaria proroga del termine iscrizione registro”

Liguria. Sono oltre 22mila gli impiantisti liguri che entro il 12 aprile hanno l’obbligo di essere iscritti al registro nazionale degli operatori che gestiscono apparecchiature contenenti gas serra (tecnicamente F-Gas, cioè fluorurati refrigeranti), introdotto dal dpr 43/2012 che recepisce il regolamento CE n.842/2006.

“In Italia per potersi iscrivere al registro – spiega Luca Falco, presidente nazionale Manutentori Bruciatoristi e regionale Impiantisti di Confartigianato, presidente di Confartigianato Imperia – le imprese devono dotarsi di uno speciale patentino per sé e i dipendenti in funzione dell’importo fatturato nel settore specifico. Riteniamo che l’interpretazione data al regolamento europeo dal governo sia stata eccessivamente virtuosa, dalle mie parti si dice più reale del re, perché estende l’obbligo a tutti gli operatori del settore, senza distinzione di quantità limite di gas trattati, come previsto invece dalla direttiva comunitaria. Riteniamo che la proroga dei termini di iscrizione sia un primo passo indispensabile a cui comunque dovrebbe seguire una revisione della normativa nazionale che allo stato attuale costituisce solo un ulteriore onere per le imprese sia dal punto di vista burocratico sia da quello dei costi”.

A essere contestato, in particolare, dagli operatori del settore è l’obbligo per le aziende di conseguire un patentino per l’impresa stessa oltre che per tutti i dipendenti, con costi a carico esclusivo del titolare. “Per rendere l’idea – spiega Falco – è come se per un’impresa di autotrasporto si chiedesse al titolare di farsi carico dei costi per far prendere la patente ai propri dipendenti e in più all’azienda stessa di sostenere un ulteriore esame di guida per essere certificata a svolgere la propria attività”.

La conseguenza di queste nuove regole è un aumento vistoso dei costi sulle spalle delle imprese. Da una simulazione realizzata da Confartigianato (in allegato), emerge che un’impresa individuale andrebbe a spendere oltre 4mila euro per mettersi in regola; una micro impresa con tre dipendenti poco oltre 8mila euro e una Mpi con 11 dipendenti circa 15mila euro.

A essere interessati dalla nuova normativa sono tutti gli impiantisti che montano pompe di calore, gruppi frigo, lavatrici industriali e condizionatori. “Non solo – dice Falco – anche i meccanici che montano impianti di climatizzazione su auto e anche chi installa un semplice condizionatore in un’abitazione. In totale, gli operatori coinvolti in Italia sono circa 200mila, ma a pagare il conto finale più salato saranno le famiglie che si vedranno lievitare i costi di installazione e manutenzione dei loro impianti frigoriferi o di climatizzazione a causa di questo importante aumento dei costi vivi. Riteniamo che questi patentini non abbiano alcuna efficacia dal punto di vista ambientale, ma facciano solo parte di un sistema drogato, lontanissimo dall’economia reale, utile solo a ingrassare enti e centri di accreditamento che non aggiungono nulla al know how di imprese e tecnici”.

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