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Carenza di risorse per gli ammortizzatori sociali: in 300 sotto la Prefettura per chiedere intervento del Governo foto

Savona. Un presidio con circa trecento lavoratori sotto la Prefettura per richiedere a gran voce una soluzione al problema degli ammortizzatori sociali. E’ quello organizzato stamattina davanti al Palazzo del Governo di Savona alla quale hanno partecipato esponenti di Cgil, Cisl e Uil e dipendenti di tutte le aziende in crisi della Provincia di Savona.

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I sindacati, a cominciare da Francesco Rossello della Cgil, non hanno nascosto la loro preoccupazione: “Il problema degli ammortizzatori sociali è sentito e lo dimostra la riuscita della manifestazione perché questi sono tutti lavoratori che non sono in produzione in questo momento. Decidere di muoversi in una giornata come questa vuole dire che ci sono delle situazioni di difficoltà. Qui ci sono lavoratori che hanno problemi diversi: quelli che usufruiscono di ammortizzatori sociali in deroga che non ricevono il pagamento, ci sono i lavoratori di Ocv, di Saint Gobain e di Vetrotex, che stanno finendo il primo anno di cassa integrazione straordinaria e hanno bisogno del rinnovo. Un rinnovo che potrebbero non ottenere perché nel primo anno non si sono ricollocate il 30% delle persone, ma in una situazione di crisi come questa sarebbe stato impossibile. Si chiede quindi l’intervento del Ministero affiché venga concesso”.

“Ci sono anche – prosegue Rossello – i lavoratori di Ferrania che finiscono a maggio il lungo percorso di ammortizzatori sociali e entrano in mobilità, ma il loro sito non ha prospettive. Ci sono poi dipendenti di aziende in crisi che utilizzano ammortizzatori sociali ordinari, che però non vedo via d’uscita e rischiano che la situazione vada peggiorando. Noi siamo sotto la Prefettura perché chiediamo un intervento del Governo affinché finanzi gli ammortizzatori sociali e dia garanzia a questi lavoratori perché in una situazione di crisi come questa il finanziamento di questi strumenti diventa fondamentale per non mettere tanta gente in mezzo alla strada e per non lasciare spazio al rischio che si verifichino tanti drammi collettivi e individuali come purtroppo stiamo vedendo”.

Alle parole di Rossello fanno eco quelle del “collega” Claudio Bosio, segretario generale Cisl Imperia e Savona: “Gli ammortizzatori sociali sono uno strumento che deve accompagnare delle politiche attive per il lavoro. A seguito della crisi del 2009 ci troviamo senza liquidità per finanziare quei lavoratori che operano in aziende che non sono coperte dalla mobilità ordinaria o dalla cassa integrazione. Il vero problema però non è solo quello di trovare liquidità per finanziare chi rischia di perdere il posto di lavoro, ma è quello di trovare politiche di sviluppo del territorio affinché si possano realizzare interventi in siti che oggi sono in grande difficoltà in Provincia. Servono poi nuovi investitori dato che gli ammortizzatori da soli non possono sopperire al problema del lavoro che è un tema centrale delle politiche del nostro paese”.

Anche i rappresentanti della Cisl presenti sotto la Prefettura condividono la visione degli altri sindacati: “”E’ un grosso problema. Se vogliamo parlare solo della cassa integrazione in deroga, cioè quella che viene erogata alle aziende con meno di 15 dipendenti e a quelle commerciali che non ne avrebbero diritto per la loro struttura previdenziale, è una cosa che sul territorio sta diventando esplosiva. Basti pensare che il territorio ha perso molto dell’attività industriale ed ha acquisito invece una grande quantità di terziario quindi di persone che devono percepire, se c’è crisi, questo tipo si sussidio”.

“Per il 2013 ci sono risorse pari a 15 milioni di euro che possono coprire esclusivamente i primi due mesi dell’anno e forse il terzo. Dal primo di aprile però non ci sono più risorse per coprirla. Senza un Governo poi è ancora più difficile risolvere il problema: oggi la classe politica ha deciso di andare a riprendere i debiti che le pubbliche amministrazioni non avevano assolto. Oggi si è liberata una risorsa di 40 miliardi: per la cassa integrazione in deroga basterebbero a livello nazionale soltanto due miliardi. Io penso che la classe politica invece di essere occupata per leggere gli articoli della Corte Costituzionale dovrebbe essere occupata a cercare tra le pieghe delle risorse finanziarie la ricerca di due miliardi per coprire l’annata 2013” concludono dalla Uil.

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