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Calcio, Prima Categoria: accolto il reclamo dell’Andora, vittoria 3-0 a tavolino risultati

Andora. L’Andora torna in piena corsa per i playoff, ad un solo punto dalla terza posizione. Oggi, infatti, la Commissione disciplinare territoriale del Comitato regionale Liguria della Figc ha accolto il reclamo della società del d.s. Sergio Bogliolo contro la perdita a tavolino nella partita della 25ª giornata con il Don Bosco Vallecrosia.

La punizione era stata inflitta ad entrambe le squadre; la decisione è stata modificata e all’Andora è stato assegnata la vittoria per 3 a 0.

“L’arbitro della gara in epigrafe – si legge nel comunicato odierno – riferiva che al 30’ del secondo tempo si scatenava, tra i calciatori delle due squadre, una rissa di breve durata; prima della ripresa del gioco il direttore di gara notava che un calciatore della società Don Bosco Vallecrosia era disteso per terra con un vistoso ematoma a uno zigomo senza aver potuto accertare la dinamica dei fatti; riferiva inoltre dell’’intervento delle forze dell’ordine e di un’autoambulanza”.

“A quel punto – prosegue – l’allenatore della squadra della società Don Bosco Vallecrosia Daniele Ventura comunicava all’arbitro di non voler continuare il gioco, costringendolo a decretare la fine anticipata dell’incontro”.

“Il giudice sportivo attribuiva la responsabilità dei fatti al comportamento delle due squadre e decideva di infliggere la punizione sportiva di perdita della gara a entrambe le società – spiega il comunicato -. L’A.S. Andora A.S.D. ha impugnato il provvedimento sanzionatorio sostenendo, nei gravami del reclamo, che la decisione assunta dall’arbitro di porre fine anticipata alla gara non era da attribuirsi alla rissa, come riportato sul frontespizio del referto, bensì all’esplicito rifiuto della società Don Bosco Vallecrosia di non continuare l’incontro”.

Questa la conclusione: “In giudizio è comparso, a sostenere l’istanza, il rappresentante del sodalizio assistito dal proprio difensore. La società Don Bosco Vallecrosia non ha prodotto alcuna controdeduzione. Il reclamo merita l’accoglimento”.

Vengono poi raccontati i fatti: “Dall’attenta lettura degli atti emerge che non fu la rissa scatenatasi al 30’ del secondo tempo a indurre l’arbitro ad assumere l’anzidetta decisione, ma il rifiuto della società Don Bosco Vallecrosia di riprendere il gioco a causa del fatto violento di cui fu vittima il proprio calciatore. Devesi aggiungere che per porre fine anticipata a una gara a causa di una rissa, occorre che l’arbitro, non oggetto di nessuna violenza fisica o verbale, non sia stato in grado di sedarla con i mezzi che il regolamento del gioco del calcio gli mette a disposizione”.

“Appare del tutto palese dal referto arbitrale – precisa – come, nel caso di specie, la rissa si fosse già esaurita ancor prima del fatto violento di cui fu vittima il calciatore della società Don Bosco Vallecrosia, talché l’arbitro fu costretto ad assumere la decisione di interrompere definitivamente la gara a seguito del rifiuto della società ospitata a continuarla”.

Per questi motivi la Commissione disciplinare, in accoglimento del reclamo come sopra riportato, delibera di annullare la decisione del giudice sportivo in ordine all’irrogazione della punizione sportiva a entrambe le società e infligge tale sanzione alla società Don Bosco Vallecrosia, soccombente col risultato di 3 – 0.

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