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Blitz a casa Scajola, ancora indagato. Il presidente Vaccarezza: “Una vera persecuzione”

Savona. Gli uomini della polizia postale di Imperia si sono recati, oggi, a Villa Giuseppina (detta “Ninina”) di Imperia, casa dei genitori della moglie dell’ex ministro Claudio Scajola, nell’ambito di una inchiesta della locale Procura della Repubblica, il cui obiettivo sarebbe quello di chiarire le modalità di pagamento di alcuni lavori di ristrutturazione effettuati nella stessa residenza. Claudio Scajola sarebbe indagato per abuso edilizio e finanziamento illecito ai partiti.

La “visita” a casa dell’ex ministro del Pdl è stata preceduta da una serie di acquisizioni di documenti, che oltre al Comune di Imperia avrebbero interessato anche l’ex assessore comunale all’Edilizia ed ex vicesindaco, Gianfranco Gaggero e l’ingegnere Giovanni De Cicco, nessuno dei quali, comunque, risulta al momento formalmente indagato.

Questo il commento del presidente della Provincia Angelo Vaccarezza: “Hanno perquisito la casa di Claudio Scajola perché ritengono che abbia speso meno del dovuto per le ristrutturazioni, questa apparentemente la motivazione, ha dichiarato Angelo Vaccarezza. Non credo cercassero le fatture relative a quei lavori, considerando che sono già a loro disposizione. Ma mi chiedo, allora, perché? È evidente che la speranza sia in realtà celata nella volontà di voler trovare invece qualcos’altro, magari proprio sotto elezioni. Sistemi questi che non hanno eguali in Europa ma che trovano giustificazione solo nell’operato del KGB”.

“A fronte di questa paradossale, e al contempo tragica situazione, io che sono un amico di Claudio Scajola giunto a questo punto gli consiglio di cambiare schieramento, facendo così sono certo che termineranno tutti i suoi problemi con la magistratura. È tragico che in questo Paese si paghi duramente una scelta politica che, se avversa alla sinistra, si trasforma in una vera e propria persecuzione: quello che sta accadendo in queste ore, penso, non possa essere definito in altro modo” aggiunge il numero uno di Palazzo Nervi.

“Tutta la mia solidarietà all’amico Claudio un uomo che sta pagando, insieme a tutta la sua famiglia, un prezzo davvero troppo alto. La oramai prossima data del 25 aprile ci ricorda che in Italia ha vinto la libertà e la democrazia, ideali da cui traiamo ispirazione ma in cui oggi mi risulta difficile credere. Quell’ideale di libertà che ci dovrebbe consentire di essere iscritti e militare nel partito che si vuole e non nel partito che conviene. A questo punto non abbiamo che da mutuare il motto che viene dal passato: resistere, resistere, resistere” conclude Vaccarezza.

Commenti

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  1. Scritto da Ulisse

    ma quante cose “sanno”! Ma come sono “bene informati”! Già hanno certezze: mentre i soliti inquirenti comunisti (vedi: KGB, mica CIA), si affannano a cercare indizi di reato con azioni previste dal codice di procedura penale italiano (non maoista), Vaccarezza e Melgrati sanno già tutto! Scajola è innocente e perseguitato. E prossimamente potrà concorrere per la santità.
    O lo conoscono molto, ma molto bene (quanto?), o, evidentemente invece che provare a fare il presidente di Provincia e il sindaco, avrebbero fatto meglio a intraprendere la carriera da Maigret! Hanno privato il mondo di due rari talenti investigativi. Ne sono desolato…

  2. Scritto da El Rey del Mundo

    Scajola però fa di tutto per essere perseguitato dalla Magistratura.

  3. Scritto da optimist

    Questo è il rispetto di un rappresentante dello Stato verso la Magistratura??
    Se un Giudice indaga Berlusconi o uno dei suoi amici(Scajola) è un comunista fazioso. Se poi dopo le indagini lo assolve è un vero democratico. Se invece lo condanna, ritorna ad essere un comunista -cancro della società…..
    Non se ne può più!!!!!!!!!!

  4. Scritto da albarolo

    sig. Vaccarezza penso che non spetti a lei prendere le difese di Scajola .Lei cosa ne sa degli affari di Scajola, anche se siete amici le confessava proprio tutto?