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Annegato nel porto di Loano, archiviata l’inchiesta sulla morte di Nicolò Delladio: per la Procura fu una fatalità foto

Loano. Morte di Nicolò Delladio: inchiesta archiviata dalla Procura di Savona. Secondo gli inquirenti non ci sarebbero infatti responsabili per quell’incidente che sarebbe stato una tragica fatalità. Il ventenne di Calice era morto, nel febbraio dello scorso anno, per annegamento dopo essere caduto in mare nel porto turistico di Loano, durante una serata trascorsa nella discoteca Bfly.

Dopo quell’incidente era stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo che nelle scorse settimane è stata archiviata dal gip Fiorenza Giorgi come richiesto dal sostituto procuratore Chiara Maria Paolucci. Il fascicolo, aperto contro ignoti, aveva voluto escludere che per la morte del ragazzo fossero ravvisabili responsabilità di altre persone o condotte negligenti. Fin dai primi momenti non erano emersi elementi tali da far pensare ad un’ipotesi diversa da quella del fatto accidentale.

Gli ulteriori accertamenti svolti dagli inquirenti avrebbero poi confermato in via definitiva questa tesi. In particolare al centro dell’attenzione degli investigatori erano finite le autorizzazioni del locale notturno, che però è risultato a norma e in regola. Anche nei confroni degli amici del ragazzo, che quella sera erano con lui in discoteca, non sono state ravvisate condotte negligenti (alcuni li avevano accusati di aver “abbandonato” l’amico tornando a casa senza sapere dove fosse). Quella sera nessuno si è accorto che Nicolò Delladio non si sentiva bene ed è uscito dal Bfly da solo restando per per molto tempo all’aperto a basse temperature con addosso solo una camicia. I ragazzi della compagnia non si sono quindi accorti che il ventenne è precipitato in mare dove poi è stato ritrovato soltanto il giorno dopo, morto per annegamento (come aveva confermato l’autopsia).

Un contributo nell’inchiesta è arrivato dalle telecamere di sicurezza della discoteca e della Marina di Loano che hanno ripreso Delladio prima della tragedia, ma non nel momento della caduta in acqua. Le immagini avrebbero confermato appunto che Nicolò era da solo avvalorando l’ipotesi del fatto accidentale. Di qui la decisione del pm di archiviare il caso. Anche se dal punto di vista penale la vicenda è chiusa, per la morte del ventenne di Calice, resta tuttora aperto un contenzioso civile nel quale la famiglia del ragazzo è assistita dall’avvocato Claudio Marchisio.

Commenti

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  1. Scritto da pensierolibero

    Si dice …me la sono cercata. Bevi e fumi per farti notare. Poi quando esausto è uscito . Ma gli amici gli dovevano fare da baby sitter .