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Ammortizzatori sociali: i sindacati dettagliano a prefettura e parlamentari le urgenze del Savonese

Savona. Dopo le mobilitazioni, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil fanno un appello dettagliato al prefetto e ai parlamentari locali (Sergio Battelli, Anna Giacobbe, Matteo Mantero, Simone Valente e Franco Vazio) perché intervengano sulla questione spinosa degli ammortizzatori sociali, che riguardano ben 1200 lavoratori nella provincia savonese.

Scrivono i segretati generali delle tre sigle, Rossello, Bosio e Giangrande: “In provincia di Savona sono circa 800 i lavoratori che usufruiscono di ammortizzatori sociali in deroga. Tra questi ci sono 34 lavoratori de Il Faggio, 29 di Sanzone, 32 del Flunch, 40 di CPS, 198 di Ferrania; assieme a questi ci sono tanti lavoratori di aziende piccole o piccolissime. Lo strumento degli ammortizzatori in deroga, infatti, ha consentito a buona parte di lavoratori che non avevano diritto ai ‘paracadute’ tradizionali, di avere una qualche forma di protezione. Il progressivo aumento dell’utilizzo di questo strumento e la riduzione dei trasferimenti previsti per il loro finanziamento ne rende incerto l’utilizzo”.

“In particolare – proseguono – per i lavoratori per i quali è già stato firmato un accordo non è garantito il regolare pagamento dell’indennità prevista; per i lavoratori che si troveranno nelle condizioni di utilizzare lo strumento da adesso in poi, potrebbe essere garantito un trattamento diverso e peggiorativo rispetto ai loro predecessori. In breve, il mancato finanziamento degli ammortizzatori in deroga può generare situazioni peggiori di quelle provocate nel caso degli esodati. Conseguentemente, il reperimento delle risorse necessarie al finanziamento deve diventare priorità assoluta per il Governo e per il Parlamento”.

Sul finanziamento della legge 236/93, quella che istituiva le liste di mobilità per i lavoratori privi dei requisiti previsti dalla legge 223/91 e garantiva a coloro che li assumessero una dote sotto forma di sgravi fiscali, osservano i sindacati: “Il mancato rifinanziamento di questa legge penalizza fortemente lavoratori già deboli che, oltre a perdere il posto di lavoro, vedono così ridursi le già esigue possibilità di trovare una nuova collocazione”.

“Con l’aumento del ricorso alla CIGS si sono allungati i tempi, da parte del Ministero del Lavoro, per l’emanazione del decreto che autorizzi il pagamento. Tra l’altro, dopo la firma di tale decreto occorre avviare un’ulteriore procedura burocratica a carico dell’azienda. Tutto questo comporta periodi di 6-8 mesi dal momento della firma dell’accordo (e conseguente avvio della cassa) al momento in cui i lavoratori percepiscono il primo assegno. Al momento, siamo in attesa dei seguenti decreti: Cartiera Bormida di Murialdo. CIGS firmata il 20/12 per 42 dipendenti – CIET impianti. L’azienda ha sede ad Arezzo. Il 23/12 è stato firmato l’accordo di CIGS per 300 lavoratori su scala nazionale. Nel cantiere di Vado Ligure lavoravano 20 dipendenti – La Loppa di Cairo Montenotte. Cigs firmata il 7/2. 3 lavoratori interessati – Fruttital Albenga. CIGS firmata il 22/3 lavoratori interessati 60 (l’accordo prevede l’anticipo dell’indennità da parte dell’azienda)” scrivono i sindacati.

Relativamente alla CIGS per cessazione d’attività, ricordano i segretari di Cgil, Cisl e Uil, “esiste un’indicazione del Ministero che prevede la possibilità di utilizzo dello strumento per 2 anni a condizione che, al termine del primo anno, almeno il 30% dei lavoratori siano stati ricollocati. L’intento è quello di incentivare l’adozione di tutte le misure utili alla ricollocazione dei lavoratori, misure che, anche se adottate correttamente, producono in questa fase pochi effetti. Nel nostro caso esistono 3 aziende di Vado Ligure ed 1 di Albisola Superiore, in scadenza tra maggio e luglio, che non hanno raggiunto gli obiettivi. Riteniamo che esistano le condizioni oggettive, da parte del Ministero, per concedere a questi lavoratori il secondo anno di CIGS. OCV di Vado Ligure 1° anno di CIGS scade il 31/5 Lavoratori coinvolti 127 – SG Ad force di Vado Ligure 1° anno di CIGS scade il 30/6 Lavoratori coinvolti 36 – Nuova Isoltermica Giuntini di Vado Ligure 1° anno di CIGS scade il 31/5 Lavoratori coinvolti 40 – FAC di Albisola superiore 1° anno di cassa scade il 31/7 luglio, 130 lavoratori coinvolti. In questo caso è possibile il rinnovo per altri 6 mesi”.

Le questioni sopra elencate sono le più urgenti in un quadro che, comunque, è di emergenza generale. “A questo proposito segnaliamo come la mancata soluzione di numerose crisi aziendali (Ferrania, FAC, Finintra, OCV, SG AD force, Baglietto, Cartiera di Varazze, Cartiera Bormida, Nuova Isoltermica Giuntini, Ciet, Fruttital, Flunch, Cantieri Rodriguez, Centro Latte Savona, solo per citare le più importanti) neghi qualunque prospettiva di medio-lungo periodo anche per quei lavoratori ai quali, attualmente viene regolarmente corrisposto l’ammortizzatore sociale – concludono i sindacati – Attualmente i lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali in provincia di Savona sono circa 3000. Da questo elenco sono esclusi i tantissimi lavoratori che, non avendo diritto agli ammortizzatori sociali, si trovano oggi privi di lavoro e di reddito. Crediamo che la drammaticità del quadro esposto debba indurre il Governo ad assumere come prioritario questo problema individuando le soluzioni adeguate in tempi brevissimi”.

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