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Amianto, convegno all’Ente Scuola Edile. Il presidente Bagnasco: “Basta una singola fibra per il pericolo”

Savona. Una battaglia lunga e laboriosa quella contro l’amianto. Non a caso l’assessore regionale Montaldo, partecipando al convegno di oggi a Savona, ha detto: “Ci perseguiterà ancora a lungo”. Proprio durante l’eventoe organizzato dall’Ente Scuola Edile ci si è interrogati sulle soluzioni per la bonifica, la rimozione e la sorveglianza sul materiale pericoloso.

Maurizio Bagnasco, presidente dell’Ente Scuola Edile, spiega: “Abbiamo cercato di porre accento sulla gravità di questo problema. Ancora oggi sui tetti delle nostre case c’è una grossa quantità di amianto. Più passa il tempo e più si degrada, con il pericolo che le fibre vengano a contatto con l’atmosfera diventando respirabile. Non c’è una soglia limite per considerarlo pericoloso: basta una singola fibra, più piccola di un capello. Si sviluppa quindi questa terribile malattia anche dopo quarant’anni. Una malattia sempre letale”.

“C’è la necessità di una legge che con contributi pubblici possa smantellare l’eternit sulle nostre case – prosegue Bagnasco – Un tempo si pensava fosse un materiale molto interessante, ma già negli anni Sessanta e Settanta si è capito che i danni che poteva portare erano di gran lunga superiori ai modesti contributi delle sue caratteristiche. Viene sostituito facilmente con materiali inerti che non provocano conseguenze. Per fortuna già negli anni Novanta è stato messo al bando in Italia. Tutti, dai proprietari di casa agli amministratori condominiali, devono essere sensibili e provvedere perché sia rimosso”.

Alberto Verardo è uno degli esperti che hanno fatto il punto sulle criticità. “E’ un tema attualissimo, considerando il fatto che in questi giorni il nuovo Piano Amianto è stato presentato in conferenza unificata Stato-Regioni per il primo esame – afferma Verardo – Redatto dal Ministero della Salute, vede coinvolti il Ministero del Lavoro e quello dell’Ambiente. Queste tre entità nazionali governano le linee d’azione del nuovo Piano per fronteggiare quella che rimane un’emergenza a vent’anni dalla legge 257 sulla messa al bando del materiale. Quella legge ha rappresentato uno spartiacque tra il passato e il presente”.

“Fino a quando ci sarà materiale amiantizio sul territorio, ci sarà sempre strada da percorrere. In Liguria c’è una presenza accertata di 50 mila tonnellate di materiale compatto e circa 7 mila metri cubi di matrice friabile. Questa quantità ad oggi è ancora realisticamente presente, ma va sommata anche la presenza occulta di amianto, incorporata all’interno delle parti strutturali degli edifici; questa parte si vedrà quando si faranno interventi o ristrutturazioni” aggiunge Verardo.

“Ipotizziamo in termini di tempistica, considerando la media attuale, che ci vorranno vent’anni se non di più per rimuovere l’amianto in Liguria. La pericolosità del materiale è nel rilascio delle fibre: dobbiamo prevenirlo. In attesa delle future rimozioni, oggi questo materiale deve essere governato adeguatamente con la vigilanza di persone attente e preparate. La stessa Regione Liguria sta formando persone per la vigilanza su questo materiale per evitare la dispersione delle fibre” conclude Verardo.

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