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Articolo n° 235913 del 05/03/2013 - 18:02

Menù con decalogo scaccia-clienti: l’”ospitalità” ligure va in scena in un bar di Andora

elenco scaccia clienti bar andora

Andora. La proverbiale “ospitalità” ligure, resa famosa dallo sketch televisivo del comico Enrique Balbontin (“Torta di riso finita”) e dai clip esilaranti di Fabrizio Casalino, va in scena in un bar del centro di Andora, il cui menù messo a disposizione dei clienti può considerarsi la sintesi migliore di come far fuggire gli avventori prima che si decidano ad ordinare.

Il libriccino che solitamente contiene l’elenco di cibi e bevande con relativi prezzi, presenta in questo caso un altro elenco, ben più gustoso, almeno per chi ha la fortuna di essere dotato di uno spiccato senso dell’umorismo, ma che finisce per avere un sapore amaro per chi è impegnato a cambiare il volto del turismo regionale.

La prima pagina del menù, infatti, riporta il decalogo del perfetto cliente invitando l’avventore, sia egli un foresto o un residente, ad andarsene nel caso le regole non fossero di suo gradimento. Scopriamo quindi che per essere il cliente perfetto di questo bar dobbiamo essere educati e non fare richieste assurde; dobbiamo leggere attentamente la lista e non osare ordinare qualcosa che non sia elencato e prezzato. A metà della lista poi regna un “Voi siete in vacanza, noi NO” rivolgendosi ai possibili turisti di passaggio in quel locale, i quali, c’è da scommetterci, difficilmente torneranno qui, a meno di non essere affetti da un evidente e rovinoso masochismo.

Tornando al decalogo, guai a pretendere di trovare quello che siamo abituati a ordinare al bar sotto casa; immancabile un accenno al conto separato (va richiesto prima di ordinare) mentre se si hanno problemi di salute “se possibile vi accontenteremo”. La lista si chiude con il punto 10: “Vi chiediamo un po’ di comprensione, se avete fretta questo non è il locale per voi”. Le altre pagine ricordano spesso di non provare a ordinare “piatti fuori lista” e di non modificare gli ingredienti dei panini (per il “disturbo” arrecato nella eventuale richiesta del panino “Come vuoi tu” bisogna comunque sborsare 13 euro, contro i 4,50 euro per i panini già “definiti”).

Non è uno scherzo. E’ ciò che accade in una di quelle cittadine rivierasche che dovrebbero considerare il turista un visitatore da coccolare. Questo bar, non contento, ha addirittura affisso gli avvisi scaccia-avventori anche sul muro esterno con un cartello minaccioso che recita “Tavoli e sedie non sono della gelateria, quindi non sedetevi con coni e coppette”, mentre all’interno sparsi per il locale ci sono cartelli del tipo “Non toccare”, “Merce in esposizione”.

Non sorprende che affisso alla vetrina ci sia anche un altro cartello: quello di “Cedesi attività”.

20 commenti a “Menù con decalogo scaccia-clienti: l’”ospitalità” ligure va in scena in un bar di Andora”
cinoc ha detto..
il 10 marzo 2013 alle 16:06

Si puo’ parlare di “ospitalità ligure” quando i fatti si verificano in Liguria ad opera di liguri. Andora è in Liguria e qui ci siamo ….il resto sarebbe da verificare. La redazione l’ha verificato? Sicuramente no. Con questo non intendo dire che i liguri siano meglio o peggio di altri… solo che è un titolo basato su una frottola.

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B.O.S.S. ha detto..
il 6 marzo 2013 alle 19:32

l’ho sempre detto in molti altri articoli correlati, il calo vertiginoso della frequentazione da parte dei turisti in Liguria è da attribuire proprio ai commercianti Liguri di ogni genere e settore, da quello immobiliare a quello del commercio (non tutti chiaramente). Si possono permettere di mandarti a quel paese o addirittura sbatterti la porta sul naso, ora! dopo che negli anni si sono arricchiti con i soldi dei turisti, si proprio coloro che li hanno resi superbi, ma ora le cose sono un pò cambiate, la gente ha scoperto altri lidi, dove il cliente è considerato “sacro” meno male e come è giusto che sia, meglio tardi che mai, poi al “signore” proprietario del bar gli augurerei un giorno di trovarsi sul lastrico, solo così capirebbe cosa vuol dire fidelizzare!

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. ha detto..
il 6 marzo 2013 alle 18:16

Ricordiamoci che esistono commercianti e clienti maleducati. Detto questo mi sembra che chi offre un servizio e vende deve aver presente che il cliente anche se non ha sempre ragione porta quello che si cerca e cioè ricchezza monetaria e anche culturale se si riesce anche a instaurare un rapporto non solo di denaro. Pochi sanno davvero fare commercio perchè ritengo sia una vocazione. Culturalmente noi liguri siamo portati a rimanere chiusi alle novità e anche alle persone nuove, ma i tempi cambiano e dobbiamo arricchirci con una nuova mentalità imprenditoriale. Chissa quanti commercianti liguri in vacanza sono stati trattati male, ma di questo non hanno fatto tesoro.
Per gli affitti in nero il problema rimane la tassazione troppo alta che penalizza locatore e locatario. Questo stato non risolve i problemi, ma invita o meglio costringe il cittadino onesto a comportarsi non bene. La soluzione rimane sempre dentro di noi, nella speranza che il buon senso non ci abbandoni mai.
Turisti, la Liguria è stupenda e ha bisogno di tutti voi, come voi avete bisogno di vivere la nostra regione che è unica al mondo.

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ELE ha detto..
il 6 marzo 2013 alle 16:44

un grande !!!!, finalmente un commerciante che non e’ ipocrita , da stringergli la mano , finalmente uno che scive quello che pensa , ohhh ma che vi prende , voi pensate la stessa cosa, basta turisti maleducati arroganti , senza soldi , barboni, ploretari, che se ne stiano a casa altro che creare code e rompere le scatole , ci vuole una barriera al turchino chi non ha soldi se ne stia a casa e non faccia richeste !! e che paghino la gabella 10 euro per entrare 10 euro per uscire e che palle sti turisti !!!

3
biunnu2 ha detto..
il 6 marzo 2013 alle 14:35

sudor si vede che nn hai un’attivita’ ma se l’avresti falliresti all’istante..

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