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Andora, inaugurata la mostra della figlia e nipote d’arte Jane McAdam Freud: Palazzo Tagliaferro centro d’arte contemporanea foto

Andora. “E’ la prima mostra in pubblico, con opere lavorate a sale a materiale roccioso, omaggio agli antichi minerali sotto questo palazzo, una scelta specifica quindi…”. Così Jane McAdam Freud all’inaugurazione della sua esposizione personale a Palazzo Tagliaferro, dove l’artista londinese ha voluto ricordare e prendere ispirazione dal padre grazie ad una sua foto che primeggia nella sala.

Sigmund Freud come bisnonno e Lucian Freud, appunto, come padre. Un padre riscoperto dopo 23 anni di separazione, attraverso l’arte, per merito dell’arte. Un uomo che ha ritratto anche morente in uno scambio artistico ed emotivo. Per questo il titolo “Jane McAdam Freud. Taking Care” (ovvero Prendersi cura).

L’artista è stata intervistata dal critico e curatore della mostra Nicola Davide Angerame, con la presentazione al pubblico le opere esposte in un allestimento pensato per le sale del palazzo. Si tratta di un corpus di opere provenienti da storiche e recenti serie di sculture, installazioni, fotografie e lavori su carta con i quali l’artista inglese riflette sul tema a lei caro del “prendersi cura”, come indicato dal titolo. Questo concetto viene declinato in modi diversi e rimanda all’assunzione di responsabilità derivante dai legami familiari, dai lasciti spirituali e concettuali che l’artista elabora nella propria opera.

Disegno, scultura ed arte concettuale sono i mezzi con cui Jane McAdam Freud racconta il suo vissuto. Immagine simbolo della mostra è “Us” il noto collage dei volti di Jane e Lucien Freud, il padre, che mostra la straordinaria somiglianza. Ma ci sono anche i “ritratti per interposta persona dedicati a Sigmund Freud, la nota serie di bronzi “After Bacon”, influenzati da Francis Bacon, che rappresentano la drammatica condizione dell’uomo contemporaneo, uscito dalla seconda Guerra Mondiale. La psicanalisi permea anche opere come “Motti di spirito” realizzati su vinile e dedicati ai giochi parole di Sigmund Freud, i dipinti su carta che evocano le forme astratte variamente interpretabili delle celebre tavole di Rorschach che a Palazzo Tagliaferro sono state utilizzate per realizzate un’installazione.

“Sono molto felice per Palazzo Tagliaferro. Una spazio storico che siamo orgogliosi di aver restaurato, un luogo per tutti gli andoresi e non solo…Ora arrivano i primi risultati – dice il sindaco di Andora Franco Floris -. Questa è una mostra importante con una artista importante e la sua presenza ci onora. Anche lei è rimasta emozionata da questo Palazzo, che ha una sua storia e che merita di massimo splendore”.

“Palazzo Tagliaferro è ormai un centro di arte contemporanea e questa mostra testimonia il prestigio artistico che questo spazio andorese ormai rappresenta. La storia raccontata da questa artista è densa di significati, il rapporto con il padre e suoi risvolti psicologici, affrontando i temi dell’inconscio e dello spirito con un approccio familiare” sottolinea il direttore artistico di Palazzo Tagliaferro Nicola Davide Angerame.

Commenti

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  1. vivimero
    Scritto da vivimero

    Una mostra stupenda. Bel palazzo…lei ha grande artista…
    Proprio una bella serata. Andrebbe però’ spiegato meglio che alcune opere sono di Fabris perché sinceramente non era chiaro…