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Incendio Campochiesa, Rita Fazzari: “Non riguarda i terreni della discarica. In atto una meschina campagna denigratoria”

Albenga. “Punto uno: i terreni oggetto dell’incendio di Campochiesa non hanno nulla a che vedere con il progetto della discarica presentato nel 2008. Punto secondo: a quanto risulta, i vigili del fuoco hanno stabilito le modalità dell’incendio essere generate da un incauto agricoltore in fase di pulizia dei suoi terreni. Il continuo uso del sospetto in qualunque forma, mirato al danneggiamento mediatico della nostra azienda, nonché delle nostre famiglie, senza diritto di replica, lo troviamo meschino, e soprattutto in un momento economico per il nostro Paese estremamente difficile”.

Rita Fazzari, amministratrice della società Samoter, risponde alle insinuazioni di Christian Abbondanza, della Casa della Legalità, che, nel corso della singolare conferenza stampa di sabato davanti alla villa di Toirano di Carmelo Gullace, coinvolto nell’inchiesta della magistratura sullo scambio di voti tra la ‘ndrangheta e l’assessore regionale lombardo Domenico Zambetti, fa anche riferimento alla famiglia “imparentata” Fazzari.

Abbondanza ha parlato del rogo che recentemente ha distrutto oltre un ettaro di appezzamenti, boschi e uliveti a Campochiesa e che, a sua detta, sarebbe stato doloso: “Gran parte dei terreni che sono stati colpiti dall’incendio, che da quanto risulta dalla Forestale è stato doloso, sono di chi ha presentato ricorso al Tar opponendosi al progetto di discarica della Samoter. E’ un dettaglio, forse? E poi chi non va a conferire nella loro discarica, guarda caso ha i mezzi che vanno a fuoco” ha detto sabato il portavoce della Onlus che fa da osservatorio sulla criminalità organizzata.

Una tesi che Rita Fazzari, cognata di Carmelo Gullace, respinge con forza, chiarendo anche i rapporti con Orlando Fazzari che si è dissociato dalla famiglia denunciandone presunti illeciti e abusi. “Orlando Fazzari è stato giudicato e condannato più volte dal tribunale per diffamazione, l’ultima 15 giorni fa, che lo vede condannato al risarcimento danni nei confronti di nostra sorella al matrimonio della quale era comunque presente. Voglio ricordare al signor Orlando che sia io che lui godiamo dello stesso grado di parentela nei confronti di tutti gli altri componenti della nostra famiglia, siamo quindi sullo stesso piano. In riferimento alla valanga di esposti di cui riferisce, relativamente a truffe di quote societarie e tutto il resto, le risposte sono state, eccome, sancite dal tribunale con sentenze passate in giudicato. Purtroppo a lui sfavorevoli, ed ecco giustificato il rancore personale e il suo spirito di vendetta che lo vede promotore di tutta questa campagna denigratoria nei nostri confronti. Lo stesso è stato più volte denunciato da noi per minacce, danneggiamenti ed aggressioni, tutt’ora pendenti presso gli uffici competenti”.

“La casa di Borghetto, considerata abusiva, è tutt’ora oggetto di ricorso pendente al Consiglio di Stato la cui discussione non è ancora stata fissata, quindi il Comune non ci ha concesso nessun tipo di favore ma si è attenuto alle procedure di legge previste per il caso – prosegue Rita Fazzari, che fa poi riferimento alla vicenda della cava Fazzari di Borghetto (l’inchiesta all’epoca portò alla luce un agglomerato di bidoni contenenti rifiuti tossici con conseguente necessità di mega-bonifica). “L’inchiesta relativa al sotterramento di rifiuti tossici – dice – risalente all’epoca della mia infanzia, è sfociata in un processo con sentenza ormai della Corte di Cassazione che vede giudicati i responsabili, quindi non vedo la necessità di menzionare ossessivamente questa vicenda e collegarla continuamente alla nostra attività, che prosegue sulle fondamenta e insegnamenti di nostro padre che dimostrò a suo tempo nelle sedi opportune l’origine della sua fortuna di cui ci onoriamo di continuare il prosieguo, nel rispetto delle regole di correttezza che abbiamo appreso”.

“La nostra azienda lavora da decenni, con le migliori imprese della zona, senza avere subito reciprocamente discriminazione in base al paese di origine, lavorando secondo i più alti canoni e ottenendo la soddisfazione professionale di chi ha collaborato con noi – sottolinea l’amministratrice della Samoter – Come giustamente dice il signor Abbondanza, mio cognato Carlemo Gullace è finito in manette due volte negli anni ’80, trent’anni fa, è stato assolto, risarcito per ingiusta detenzione, con soldi pubblici, quindi mi risulta che quando una persona viene giudicata in via definitiva con tre gradi di senteze, le vicende debbano essere considerate chiuse. Abbiamo appreso dai giornali del suo coinvolgimento nelle vicende lombarde, ad oggi alcun tipo di provvedimento è stato notificato allo stesso”.

“Tengo inoltre a precisare che mio marito, Roberto Orlando, deteneva regolare porto d’armi, in quanto appassionato cacciatore, la maggior parte di queste ereditate, la cui custodia era effettuata nei termini di legge, senza aver mai dato prova di abuso. In riferimento al rinvenimento dell’arma di cui parla il signor Orlando Fazzari nelle proprietà generosamente donate da nostro padre, puntualizzo che non ci vede coinvolti in alcuna maniera. Quereleremo nuovamente Abbondanza: una querela che anbdrà ad aggiungersi alle innumerevoli altre, di cui una promossa da mio cognato e sfociata già con un rinvio a giudizio presso il tribunale di Torino”.

“Ribadisco l’estraneità totale a disegni criminosi machiavellici continuamente sbandierati per denigrarci. A giudicare sarà chi è poreposto a tale compito, non il primo che si alza la mattina, in cerca di facile notorietà, e che si è inventato un singolare modo per sbarcare il lunario per sopravvivere” conclude Rita Fazzari.

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