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Cuccioli di Green Hill, molte le richieste da parte di famiglie liguri. La Lav: “Gli affidi? Serve consapevolezza”

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Liguria. I beagle di Green Hill non sono cani come tutti gli altri. Sono traumatizzati, spaventati, e occuparsene non sarà semplice. E’ bene saperlo, perché quella di ospitarne uno deve essere una scelta consapevole. Le raccomandazioni arrivano dalla Lav genovese.

Partiranno proprio domani mattina, infatti, nella sede del Corpo forestale dello Stato di Brescia i primi affidi giudiziari per i cuccioli di Green Hill, l’allevamento lager sequestrato dal Tribunale di Brescia dove erano rinchiusi circa 2.400 beagle destinati alla vivisezione.

Le richieste di affido sono centinaia e molte sono arrivate anche da famiglie liguri direttamente alla Lav di Genova: “Decine e decine di telefonate – spiega Daniela Filippi coordinatrice della Lav genovese – e giornate intere passate al telefono. Ovviamente quello che facciamo è invitare le famiglie a compilare il modulo per l’affido che è sul nostro sito nazionale, oltre a dare informazioni secondo noi molto importanti”.

“Prima di tutto – infatti – bisogna chiarire che si tratta di affidi giudiziari e non di una vera adozione. Questa sarà possibile solo se il giudice al termine del processo, chiederà la confisca dell’allevamento, che al momento è sotto sequestro. Se ciò malauguratamente non avvenisse, i cani tornerebbero a Green Hill”.

Ma non è solo questo che deve, non tanto frenare gli entusiasmi degli aspiranti affidatari, ma quantomeno spingerli a muoversi in piena consapevolezza: “Quelli di Green Hill non sono cani come tutti gli altri. Anzitutto non ci sono solo cuccioli a Green Hill, ma anche cani adulti e fattrici gravide. E poi tutti, dai cuccioli agli adulti, hanno subito una grave deprivazione. Non hanno mai visto un prato, né la luce del sole. Non hanno mai sentito la voce dell’uomo, né le sue carezze. Hanno vissuto in gabbia, dentro capannoni che non hanno vista sull’esterno, sentendo come umico suono il latrato degli altri cani”.

“Tanto per capirci – racconta Filippi – io ho da due anni un cane che non arriva da green Hill ma da una situazione simile. I primi tempi non si lasciava nemmeno toccare e oggi, dopo due anni di lavoro quotidiano, se in casa ormai si comporta normalmente, posso portarlo fuori solo con il trasportino, perché è terrorizzato dal mondo esterno e subisce ogni volta uno stress fortissimo. Per questo anche sulla nostra pagina Facebook, abbiamo cercato di spiegare che per prendere un affido un cane di Green Hill occorrono una grande consapevolezza e molta competenza”.

Per supportare le famiglie le associazioni a cui formalmente sono stati affidati i cuccioli (Lav, Legambiente) stanno cercando di mettere su una rete di educatori che possano istruire le famiglie affidatarie al momento dell’ingresso del cane in famiglia.

Chi fosse interessato all’affido può compilare il modulo sul sito della Lav. Tra le caratteristiche preferenziali per i potenziali affidatari c’è la scelta di prendere più di un cane o comunque la presenza di un altro cane in famiglia perché questo potrebbe agevolare l’inserimento e l’adattamento del beagle. Preferite saranno le famiglie residenti al centro – nord per evitare che un lungo viaggio rappresenti un ulteriore stress per gli animali.

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Commenti

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  1. Giorgio Cazzante
    Scritto da Giorgio Cazzante

    spero tu abbia preso dei soldi per inserire la tua risposta caro alberto. Altrimenti potevi stare tranquillamente zitto…

  2. Scritto da albertobronti

    …….questi sì che sono problemi di rilevanza nazionale …………..