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Usura, Calì: “Avevo chiesto prudenza nel trattare la vicenda, ora abbiamo paura”

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Ceriale. A denunciare ci vuole coraggio e chi ha la forza di farlo merita tutela e protezione. Prima di tutto tutela e protezione della propria identità, che corrisponde alla difesa dell’incolumità. E’ questo il concetto che più sta a cuore a Elvis Calì il giorno dopo il grido d’aiuto lanciato attraverso il video pubblicato dall’associazione “Sos Racket e Usura”, nel quale descriveva la difficile situazione che si trova a dover affrontare la sua famiglia, con il padre Salvatore che sarebbe stato costretto alla fuga per potersi salvare da un giro di strozzinaggio di cui sarebbe vittima.

Nel video in questione si vede il presunto strozzino, Giuseppe Gangemi, “versare” in mano a Elvis un ulteriore prestito che si va ad aggiungere a quelli già concessi nelle settimane precedenti per un totale di 15 mila euro da restituire con interessi iperbolici pari al 60%. Un video inequivocabile, nel quale il volto del figlio del gelataio viene oscurato per ovvi motivi, ma che, comunque, lo rende riconoscibile dal momento che si parla di fatti precisi, avvenuti a Ceriale e non in una metropoli. Tuttavia non si fanno nomi né si vedono volti precisi (o meglio: solo quello di Gangemi e non della sua presunta vittima).

“Ecco, mi sarei aspettato una maggiore tutela della nostra privacy da certi organi di informazione che, al contrario, si sono ‘lasciati andare’ indicando nomi, cognomi e particolari, pur avendo chiesto espressamente ad alcuni una maggiore prudenza dal momento che le forze dell’ordine dovevano ancora agire – dice amareggiato Elvis – Il risultato è che ora Gangemi è libero e che noi siamo qui e abbiamo paura. Ho chiesto espressamente al cronista di un’agenzia di stampa di trattare con cautela la vicenda, in attesa degli accertamenti, ma così non è stato”.

La notizia è stata battuta da un’agenzia d’informazione e si è diffusa, così come è stata confezionata travisando alcuni procedimenti investigativi, con riferimenti diretti ai protagonisti della vicenda, compresa la vittima del presunto racket. In un momento particolarmente delicato. Dopo una giornata di accertamenti ed interrogatori in caserma ad Albenga, però, non è stato preso nessun provvedimento nei confronti del pensionato calabrese che viene indicato dai Calì come il loro estorsore: per ora esiste solo un’informativa inoltrata dai carabinieri alla Procura della Repubblica di Savona.

“Il risultato è che oggi ho dovuto fare tutto il giorno da ‘guardiano’ in gelateria – aggiunge Elvis – Gangemi non è mai stato violento con noi, è vero, ma ora lo abbiamo messo nei guai e non possiamo prevedere la reazione. Vorremmo essere protetti: dalle forze dell’ordine innanzitutto, ma avremmo gradito un maggiore riguardo anche da certa stampa. Ora ci sentiamo soli e abbiamo paura. E allora mi chiedo: conviene denunciare? E come si fa, se si vuole essere tutelati?”.

Commenti

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  1. Scritto da freeholly9

    e questo cangemi come mai è un uomo libero? sbaglio o il cognome non è nuovo alle cronache?via la mafia dalla liguria bisogna rispondere con la forza dove sono le istituzioni?

  2. Scritto da il cala

    “avremmo gradito un maggiore riguardo anche da certa stampa”, tipo la redazione di IVG che stamattina alle 10.48 metteva nomi, cognomi, ex lavori, e chi più ne ha più ne metta. Speriamo che non debba avere nessuno sulla coscienza.