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Open day Arpal a Savona, Federico Grasso: “Sciame sismico qui si avverte solo per propagazione” foto

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Savona. L’open day savonese dell’Arpal permette di conoscere direttamente strumentazioni e metodologie per l’analisi e la protezione ambientale. Inevitabilmente però, questa mattina, tiene banco l’interesse per il terremoto che è tornato a flagellare l’Emilia e che suscita apprensione tra i semplici cittadini anche in Liguria.

Federico Grasso dell’Arpal spiega: “Lo sciame sismico che sta attraversando il Nord Italia è dovuto a un naturale slittamento degli Appennini che tendono a spostarsi verso la pianura padana. Tutta questa zona di faglie ha causato uno sciame di scosse che in alcuni casi verranno avvertite dalla popolazione, in altri casi no. I colleghi geologi ci confermano l’assoluta normalità di questo fenomeno che proseguirà fin quando non si sarà equilibrata tutta la situazione che interessa gli Appennini e la pianura padana. Quindi non sappiamo ancora per quanto tempo”.

“Interessa tutto il Nord Italia perché sono in gioco grandi quantità di energia vista la dimensione delle zolle. Poi dipende dalla tipologia di terreno e da come si propagano queste scosse nel terreno stesso – prosegue – La scossa principale è quella che è avvenuta qualche giorno fa, quindi le altre saranno inferiori”.

“Il sistema di faglie interessato ha il suo epicentro nella zona tra l’Appennino e la pianura padana. Quello che sentiamo qua è semplicemente il propagarsi di queste scosse che si diffondono nel terreno e a seconda della tipologia di suolo che incontrano sul loro cammino accentuano o meno gli effetti del terremoto. Lo spostamento vero e proprio sta avvenendo in Emilia Romagna” sottolinea Federico Grasso.

“Sono simili alle onde sonore, che si propagano nei corpi solidi fino a raggiungere l’orecchio dell’ascoltatore” aggiunge l’esperto dell’Arpal, che invita a mettere in atto alcuni comportamenti di sicurezza: “Ci sono alcune misure di autoprotezione che è bene conoscere e adottare. Quando si avvertono certe tipologie di scosse piuttosto intense conviene cercare di spostarsi sotto i tavoli o sotto gli architravi delle porte, vicino ai muri portanti, e poi, appena possibile, lasciare l’edificio senza usare l’ascensore”.

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