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Telemedicina in Val Bormida, le riflessioni di Stefano Quaini

Regione. La Val Bormida, per le sue caratteristiche geografiche e per la forte presenza di una popolazione anziana, rappresenta un ambito ideale da cui partire per individuare nuove forme di monitoraggio ed assistenza ai pazienti. In una fase internazionale economicamente difficile come l’attuale diventa indispensabile mettere in campo ogni soluzione tecnologica all’avanguardia in modo da garantire un sistema sanitario pubblico che possa essere competitivo partendo dall’innovazione e dalla qualità per vincere le sfide che le malattie croniche impongono.

Stefano Quaini, presidente della Commissione Sanità della Regione Liguria, espone le proprie riflessioni riguardo al progetto di telemedicina.

“Le due grandi patologie croniche sono rappresentate dal diabete e dall’ipertensione arteriosa – spiega Quaini -, veri killer della nostra epoca, e gran parte della sfida va indirizzata alla prevenzione ed al monitoraggio dei pazienti. Realizzare, come avviene in altre regioni, un efficace sistema di telemedicina deve essere un obiettivo sempre più stringente. Per telemedicina si intende l’integrazione, il monitoraggio, la gestione ed educazione dei pazienti utilizzando sistemi che consentano un pronto accesso alla consulenza di esperti ed alle informazioni relative al paziente, indipendentemente da dove il paziente stesso o le informazioni risiedano”.

“I servizi di telemedicina – prosegue – sono assimilabili all’assistenza specialistica ambulatoriale, tenendo presenti le linee guida cliniche nazionali ed internazionali e consentono di ricavare una mole fondamentale di parametri vitali (pressione sanguigna ,frequenza cardiaca, glicemia, ossigenazione del sangue) da cui parte ogni considerazione ed analisi utile alla valutazione dello stato di compenso del paziente affetto da malattia cronica. La telecronicità è il settore specifico che dal domicilio del paziente consente di ricavare tutti i parametri necessari per impostare o modificare una strategia terapeutica sulla base dei dati acquisiti in tempo reale”.

“Concretamente – dichiara Quaini – ritengo indispensabile ricorrere a tale soluzione, sfruttando i vari soggetti che possono partecipare sotto la guida Asl ad un progetto così ambizioso che in Val Bormida ha tutte le prerogative per dare risposte in primis ai pazienti diabetici che avrebbero un grande vantaggio ed una grande semplificazione nella loro gestione quotidiana. L’obiettivo è di realizzare un sistema che aiuti e faciliti i malati cronici, mentre utile sarebbe avere anche la creazione di una cartella sanitaria elettronica in cui il paziente abbia tutta la sua storia clinica e grazie alla quale medicina territoriale ed ospedale possano interagire al meglio”.

“Naturalmente – conclude – anche la presenza fisica di operatori sanitari nelle zone più periferiche della valle, per esempio Calizzano, deve essere una priorità che consenta di offrire in situazioni in cui la telemedicina non è sfruttabile, quali la pediatria, un’adeguata copertura temporale per servizi indispensabili”.

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