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Spese non sanitarie: la Liguria sborsa 69 euro al giorno per degente, costi dimezzabili

Regione. Il sistema sanitario è un colosso che ha a che fare anche con le spese più elementari, moltiplicate sino a diventare voci molto rilevanti, ma spesso trascurate nei piani di risparmio. A livello nazionale il SSN spende circa 4 miliardi e mezzo per lavanderia, utenze telefoniche, mensa, consumo energetico, smaltimento rifiuti, e via dicendo. Ma con una programmazione più accorta si arriverebbe a tagliare circa il 40-55% della spesa globale, fino a 2 miliardi di euro.

I dati emergono dallo studio di Ageing Società Osservatorio Terza Età: l’analisi è stata eseguita passando al setaccio i bilanci delle Regioni e delle Asl. Per questo tipo di servizi la spesa media in Italia per giornata di degenza è pari a 63 euro, ma le differenze regionali risultano però particolarmente marcate. Anche in Liguria la spesa giornaliera è elevata: si parla di 69 euro in media.

L’Ageing Society ha messo a confronto il costo medio nazionale dei singoli servizi e quello medio rilevato nelle Regioni più virtuose. Applicando quest’ultimo valore ed estendendolo a tutte le Regioni, secondo l’Osservatorio, sarebbe possibile recuperare risorse per un miliardo e 690 milioni di euro circa. A fronte di una spesa totale pari a 4 miliardi e 436 milioni di euro circa.

Le tabelle dello studio parlano chiaro: motiplicando ad esempio il numero dei giorni di degenza (74 milioni) per il costo medio del servizio lavanderia (7,74 euro) si ottiene una cifra (303 mln euro) molto più bassa rispetto al costo attuale (491 mln euro).

Adottando lo stesso criterio si otterrebbero corposi risparmi anche per il servizio pulizia (352 mln euro); per il servizio mensa (286 mln euro); per lo smaltimento dei rifiuti (145 mln euro); per le utenze telefoniche (56 mln euro); per quelle elettriche (169 mln euro).

Considerando tutti i servizi non sanitari, complessivamente si potrebbe rispiarmare fino al 40-55% della spesa globale riducendola di circa 2 miliardi di euro. “E’ evidente – ha affermato Emilio Mortilla, presidente di Ageing Society – che, di fronte a quanto emerso dallo studio, l’indignazione e la rabbia degli anziani e dei diversamente abili, che subiscono più di altri gli effetti della crisi economica, dei tagli alle pensioni e ai servizi socio-sanitari, non può che essere altissima”.

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