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Spesa farmaceutica , Montaldo: “Risparmio pari a 30 milioni di euro”

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Liguria. Un risparmio di circa 30 milioni di euro sulla spesa farmaceutica. E’ quanto previsto dal piano di qualificazione dell’assistenza farmaceutica 2012 approvato oggi in Giunta su proposta dell’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo.

Un piano che si prefigge di ottenere ulteriori risparmi oltre a quelli già conseguiti nel 2011 quando la spesa farmaceutica è stata contenuta in 544 milioni, con un risparmio di oltre 27 milioni di euro rispetto all’anno precedente, quando la Regione Liguria ha sostenuto un costo di 571 milioni per erogare l’assistenza farmaceutica ai propri cittadini attraverso le farmacie convenzionate, le strutture delle aziende sanitarie e durante i ricoveri. Un obiettivo che è stato raggiunto agendo su diverse leve, dal prezzo dei medicinali, alle politiche di acquisto, dalle diverse modalità di esenzione dalla compartecipazione alla spesa, fino alla perdita del brevetto da parte di alcune molecole.

“Con il provvedimento adottato oggi dalla Giunta – spiega l’assessore Montaldo – ci si ripropone di migliorare la qualità dell’assistenza farmaceutica, rendendo ad esempio più tempestiva la disponibilità di farmaci innovativi presso le strutture specialistiche e migliorando la rete della farmacovigilanza regionale e al contempo vengono fissati per ciascuna azienda sanitaria e ospedaliera obiettivi economici specifici”.

Due le leve principali sulle quali aziende sanitarie e l’agenzia sanitaria regionale sono chiamate ad operare nel corso del 2012: rendere disponibili le linee guida, i protocolli assistenziali e le eventuali reazioni avverse ai farmaci o le immissioni in commercio di nuovi medicinali e fornire ai medici di medicina generale il report di quanto prescritto agli assistiti e rendere anche disponibili le linee guida, i protocolli assistenziali e le eventuali reazioni avverse ai farmaci o le immissioni in commercio di nuovi medicinali.

“Il contenimento della spesa – continua Montaldo – è affidato principalmente al corretto utilizzo di alcuni principi attivi di cui è venuto meno il brevetto, in particolare antiipertensivi, anticolesterolo e antiulcera”. Nel piano vengono evidenziate le percentuali di farmaci, dello stesso tipo, ritenute ottimali da parte dell’agenzia italiana del farmaco e viene richiesto alle aziende di verificare che i medici ospedalieri e territoriali che normalmente prescrivevano un determinato principio attivo, continuino a farlo anche dopo la perdita del brevetto che comporta una significativa riduzione del prezzo. In passato si è infatti verificato che, a seguito della perdita del brevetto di un determinato principio attivo, le prescrizioni si siano riorientate verso medicine analoghe, ma con copertura del brevetto e quindi più care”.

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