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Savona, voleva spararsi: si salva grazie all’operatrice del 113. Corsa all’ultimo respiro per salvare aspirante suicida

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Savona. Probabilmente era destinato ad aggiungersi alla lunga lista di suicidi che si sono registrati nell’ultimo periodo, invece questa storia, grazie alla prontezza ed alla professionalità di una poliziotta della Questura di Savona, ha avuto un epilogo differente. Un uomo di 50 anni, F.O., che aveva deciso di farla finita ed era pronto a spararsi, si è fermato appena in tempo ed ha consegnato l’arma agli agenti accettando di essere aiutato.

Tutto è iniziato nel primo pomeriggio di ieri quando nella sala operativa del 113 di Savona è arrivata una telefonata da Torino: dall’altro capo del filo la voce di un uomo che chiedeva disperatamente aiuto. “Mio fratello vuole togliersi la vita sparandosi. E’ armato, vi prego fate qualcosa” è la frase che l’operatrice della polizia si è sentita ripetere più volte dal suo interlocutore. Compresa immediatamente la gravità della situazione la poliziotta, Barbara, 40 anni, ha raccolto velocemente tutti i dettagli utili per tentare di rintracciare l’aspirante suicida che, secondo le indicazioni fornite dal fratello, sarebbe stato nei dintorni di Savona.

L’operatrice della sala operativa della Questura ha iniziato una corsa contro il tempo per rintracciare il cinquantenne: per diverse volte ha composto il numero del suo cellulare a vuoto, senza ottenere risposta. Poi, finalmente, F.O., si è deciso a rispondere. Qui è cominciata la parte più delicata del lavoro della poliziotta che, non solo doveva individuare attraverso il cellulare la posizione dell’aspirante suicida, ma doveva anche riuscire a calmarlo per farlo desistere dal suo intento.

Sono stati attimi concitati durante i quali, inzialmente, l’uomo non voleva sentire ragioni. Grazie all’esperienza ed all’estrema professionalità dell’agente (che ha utilizzato anche specifiche tecniche psicologiche), piano piano, il cinquantenne si è tranquillizzato e, mentre attraverso il telefonino dalla centrale operativa individuavano la zona dalla quale era partita la chiamata, ha anche fornito qualche particolare utile per capire dove si trovasse. Senza mai smettere di parlare al telefono con l’uomo, la poliziotta ha così indirizzato i colleghi delle Volanti ed il personale in borghese della Squadra Mobile, nel posto giusto: una delle zone boschive della Conca Verde di Savona.

Proprio alla Conca Verde l’uomo è stato raggiunto ed individuato dagli agenti della Questura savonese: stringeva una carabina ed aveva con sè diversi proiettili. Alla vista degli agenti il cinquantenne, che nel frattempo era sempre rimasto al telefono con il suo (forse è proprio il caso di dirlo) “angelo custode”, ha conseganto l’arma ai poliziotti e si è fatto accompagnare in Questura dove, non senza emozione da parte di entrambi, i due si sono incontrati.

L’emergenza è così rientrata e l’operatrice, che con la sua esperienza e bravura è riuscita a salvare l’uomo “armata” solo di telefono, ha potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Il Questore Vittorino Grillo si è personalmente complimentato con la poliziotta che sull’intervento di ieri ha detto: “E’  stato il più bello e difficile della mia vita”.

Commenti

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  1. fabryd
    Scritto da fabryd

    tanto di cappello alla poliziotta!