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Savona, oggi in piazza i lavoratori del commercio, turismo e servizi

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Savona. Questo è il giorno dello sciopero dei lavoratori del commercio, turismo e servizi “per una manovra giusta, equa ed efficace contro l’evasione fiscale ed il lavoro nero, per l’occupazione dei giovani e lo sviluppo”. L’appuntamento, a Savona, è alle 9 davanti alla Prefettura.

“La manovra del governo colpisce pesantemente i settori del terziario perchè i tagli agli enti locali ed alla sanità si traducono in un peggioramento dei redditi da lavoro e da pensione e, di conseguenza, in un calo di consumi – si legge in una nota della Filcams Cgil – Sarà ancora più a rischio l’occupazione del settore produttivo, nelle attività di servizio in appalto e nel turismo. La vera priorità è il lavoro: quello che manca o si rischia di perdere”.

“La riforma del mercato del lavoro va migliorata: la completa liberalizzazione degli orari commerciali, delle aperture domenicali e festive, l’abolizione di alcune festività nazionali, consentono alla Grande Distribuzione e al commercio di stare sempre aperti senza più vincoli. Si stravolge così il ruole della concertazione e della contrattazione, si peggiorano le condizioni di lavoro degli addetti al settore, in prevalenza donne, si tenta di cancellare l’importanza ed il valore di festività come il 25 aprile e il 1 maggio. Lavoro a chiamata, associazione in partecipazione, partite IVA continuano a rimanere appetibili per le imprese”.

E ancora, si legge nella nota dei sindacati: “Gli ammortizzatori sociali devono riguardare tutti i settori e tutte le forme di lavoro, senza ridurre le attuali coperture delle lavoratrici e dei lavoratori. Deve essere data subito una soluzione a coloro che sono senza lavoro e senza pensione. Consolidare e rafforzare il diritto al reintegro: la nuova formulazione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori segna la sconfitta delle pretese delle imprese di liberalizzare i licenziamenti in particolare su quelli economici collettivi non dando la possibilità in questi casi di scegliere unilateralmente chi licenziare. Vanno migliorate le norme sui licenziamenti economici individuali dando maggior peso e più incisività alla possibilità del reintegro. Queste norme vanno consolidate e rafforzate. Passi indietro non sarebbero tollerabili”.

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