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Regione, proposta legge di Sel per favorire l’utilizzo terapeutico della cannabis

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Dopo anni di attese, forse, pazienti affetti da diverse patologie potranno usufruire di una legge sull’utilizzo terapeutico di alcuni principi cannabinoidi.

Con l’aggiornamento della lista delle sostanze stupefacenti e psicotrope, il Ministero della Salute ha inserito (Tabella II, sezione B) alcuni cannabinoidi derivati naturali o di sintesi della Cannabis: in questo modo sarà possibile prescrivere ed utilizzare questi principi attivi al fine terapeutico come già avviene in alcuni paesi europei.

Per Matteo Rossi “l’impiego di queste sostanze avverrebbe su diverse patologie: da palliativo del dolore a lenitivo degli effetti collaterali delle chemio e radio-terapie, di patologie come il glaucoma, l’epilessia, le patologie neurologiche e psichiatriche”.

Ampio il campo d’utilizzo di questi principi: casi di stress post-traumatico, emicrania, depressione, traumi cerebrali/ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali quali morbo di Crohn e la colite ulcerosa, l’astenia, l’anoressia ed il vomito, la sindrome bipolare e quella di Tourette, la spasticità muscolare, il prurito irrefrenabile, l’artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie/autoimmuni croniche, l’asma bronchiale, malattie neurodegenerative quali morbo di Alzheimer, corea di Huntington e morbo di Parkinson, patologie cardiovascolari, sindromi da astinenza nelle dipendenze da sostanze e la sindrome di Immunodeficienza Acquisita (Aids).

La legge regionale regolamenterà l’utilizzo della terapia sia in ambito ospedaliero che in quello casalingo: il paziente in condizione di cronicità potrà proseguire il trattamento domiciliare senza spese, presentando alla farmacia ospedaliera ogni mese una nuova ricetta, o ogni tre mesi se utilizza farmaci importati, redatta da uno dei medici ospedalieri che lo hanno in cura.

Quello che proponiamo – continua Rossi – è creare convenzioni con stabilimenti nazionali affinché sia possibile la fornitura al servizio sanitario pubblico in modo che la Giunta regionale attivi una convenzione con lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze per la produzione e lavorazione di Cannabis medicinale coltivata in Italia o con altro soggetto dotato delle medesime autorizzazioni alla produzione di principi attivi stupefacenti a fini medici, ai fini della fornitura al servizio sanitario pubblico regionale”.

Inoltre la Giunta regionale annualmente effettuerà una relazione sulla legge per verificarne il rapporto costi – benefici, sia per il profilo sanitario, sia per il profilo socio assistenziale. In ogni modo questa verifica è necessaria in quanto, per provvedere alla relativa copertura della terapia, i finanziamenti arriveranno dalle risorse del Fondo Sanitario Regionale.

Matteo Rossi, capogruppo di SEL in Regione

Commenti

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  1. designer
    Scritto da designer

    Fino a che in Italia regnerà L’ignoranza e chiusura mentale che si esprime anche in tanti commenti su questo sito faremo ben poca strada come società… Non solo per questa questione. Auguri a tutti.

  2. Paolo Nicolini
    Scritto da Paolo Nicolini

    Hai ragione!
    Bisognedrà trovare degli infermieri specializzati a rollare le canne
    e istituiamo reparti fumeria per la somministrazione di oppiacei.
    Temo che tu non sia il solo a pensare simili idiozie!
    Ne riparlaimo quando avrai problemi di dolore… tocca a tutti…

  3. IronMan
    Scritto da IronMan

    See . .certo . . . !! adesso mettiamo le “canne” come terapia . . . e già, quelli di SEL son sempre simpatici . . . già copiano la Regione Toscana (non son nemmeno buoni a proporre proprie cavolate) . . . e poi, con il buco della sanità in Liguria, con le liste d’attesa epocali, quelli di SEL in Regione si preoccupano della cannabis ?! come siam messi male . . . sembrano un po’ come gli interventi di Mr. Bean/Quaini dell’ IDV e il Piano Sanitario Regionale . . . parole in libertà (pensando che la gente abbia la memoria corta) . . .