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Presidenza Port Authority: al via il confronto per la successione di Canavese

Savona. La nomina di Roberto Visintin segretario generale del porto savonese è stato il primo banco di prova tra gli enti del Comitato portuale in vista della composizione della terna di nomi che dovrà essere sottoposta al ministero per la delicata successione di Rino Canavese alla presidenza dell’Autorità portuale. Senz’altro la nomina di Visintin, voluta dallo stesso Canavese così come dal mondo economico e portuale savonese, ha spiazzata il mondo della politica, centro destra e centro sinistra che speravano di spartirsi i due posti chiave della Port Authority (presidenza e segretario generale).

“Faccio io una sottolineatura a Claudio Burlando – dice Canavese -. La norma deve valere in tutte le sue parti e allora mi auguro che il prossimo presidente sia una personalità di spicco che conosca bene la realtà economico-portuale…”. Il rappresentante della Regione in Comitato portuale, Lorena Rambaudi, ha commentato: “Il presidente ha invitato tutti a seguire le procedure, aspettando la terna di nomi che sarà sottoposta al ministero, dopodiché entrerà in campo…”.
“Le poltrone per la politica diminuiscono? Grazie a Dio così forse la politica comincerà ad occuparsi dei problemi della gente e non dei propri – commenta il presidente della Provincia Angelo Vaccarezza -. E forse, non avendo poltrone da spartire, ci concentreremo sui problemi di questo porto e sul fatto che qui stiamo parlando del futuro di migliaia di persone e di una provincia intera”.

“Io la nomina non l’ho ancora fatta. Sapete che la Provincia ha un suo candidato, ma io ho anche detto più volte che c’è la necessità di sedersi con chi nel porto lavora e fare un ragionamento d’insieme. Vedrò nei prossimi giorni il presidente Burlando e credo che, per una volta, potremo dare una buona dimensione non tanto come politica, ma come savonesi” aggiunge ancora Vaccarezza.

“I genovesi – evidenzia Vaccarezza – ci hanno sempre dominato e, se arriveremo a Genova divisi, la prenderemo un’altra volta in tasca…Io non vorrei un’altra volta farmi comandare da Genova e non ne faccio un discorso né di destra né di sinistra. Vorrei che Savona avesse la capacità di arrivare a Genova con un nome condiviso da questo territorio e dire: ‘Questo è il nostro presidente’. Il fatto di aver cominciato nominando un segretario sampdoriano per me è già un buon inizio…”.
La carta della Provincia è quella dell’avvocato Marson, si dice da tempo. “Non è vero e comunque, a differenza di altri che i nomi li hanno fatti direttamente sul giornale, noi abbiamo continuato a dire che siamo disponibili – chiarisce Vaccarezza – E’ evidente che abbiamo delle idee e dei candidati, o meglio uno, ma abbiamo anche la disponibilità di sederci ad un tavolo. Spero che questo avvenga presto, diversamente andremo divisi e una commissione parlamentare deciderà su una terna redatta da un Ministro con l’assenso di un presidente. Se così fosse non ci sarà nessun savonese a decidere, ma, stavolta, le cose potrebbero essere diverse”.

E, sull’appello del presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza, sull’opportunità di presentarsi a Roma con un nome condiviso, il sindaco Berruti si esprime così: “Di conflittualità, al momento, non ne ho vista. Certamente ogni ente si assumerà la responsabilità delle nomine che fa. C’è da precisare che la legge impedisce che il nome sia unico perché ci devono essere più opzioni. Certo, sarebbe utile che tra enti locali e operatori portuali si condividesse una linea di sviluppo del porto e un assetto dell’Autorità Portuale. Questo è un auspicio che faccio, poi ognuno si assume le responsabilità delle proposte che formulerà”.

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