IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Liguria: evviva i negozi… ma non nel mio palazzo

Più informazioni su

Savona. Si parla tanto di promozione del territorio attraverso il recupero dei negozi di prossimità, ma di fronte alla “convivenza forzata” con attività commerciali gli italiani storcono il naso. Secondo Immobiliare.it, che ha compiuto un’indagine su un campione di oltre 5.000 italiani alle prese con l’acquisto, la vendita o l’affitto di una casa, il 13% dei liguri – leggermente sopra la media rispetto al dato nazionale che si ferma al 12% – ritiene che un’attività commerciale nel proprio palazzo, di qualsiasi tipo essa sia, rappresenti un problema, anziché una risorsa.

“Le attività commerciali di piccole e piccolissime dimensioni – spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – hanno da sempre fatto da contorno alla vita quotidiana degli italiani; solo negli ultimi anni l’avvento della grande distribuzione organizzata, e decentrata in periferia, ha cambiato la struttura delle città. In questa situazione fare i conti con gli svantaggi, oltre che con i vantaggi evidenti legati all’avere attività commerciali e professionali nei pressi della propria abitazione, diventa più difficile”.

Potendo scegliere, le attività che i liguri vorrebbero avere nel loro palazzo sono soprattutto quelle di consulenza. Gli studi medici in primis (36%), seguiti da quelli professionali (31%): avere un avvocato, un commercialista o un notaio rappresenta un’attività che si è ben disposti a tollerare, per la tipologia di utenza, gli orari di apertura al pubblico e l’evidente comodità in caso di bisogno di un consulto. Seguono, a distanza, i supermercati (25%) e i centri estetici (23%, parrucchieri e barbieri compresi): indispensabili in caso di necessità e in grado di risolvere le quotidiane emergenze dell’ultimo minuto.

Ben accette anche le pasticcerie – gradite dal 18% del campione, forse per il buon odore che si diffonde nel quartiere – i negozi di abbigliamento (13%), i bar tabacchi (12%) e gli asili nido (11%), indubbia risorsa per i genitori lavoratori. Evidentemente, non si tratta di strutture dalle aperture prolungate, né dalla clientela “fastidiosa”. La situazione si complica quando si chiede agli Italiani di indicare le attività commerciali che non vorrebbero mai avere nel proprio palazzo. Prevedibilmente sono i locali notturni a detenere il primato delle imprese più odiate, con il 71% del campione schierato contro queste attività: un dato decisamente più alto rispetto alla media nazionale, che si ferma al 60%. Rumori, clientela e orari d’apertura li rendono difficili da gestire da chi cerca, nella propria abitazione, prima di tutto la tranquillità.

Nemici del silenzio sono poi le officine, detestate dal 35% del campione: meccanici, gommisti e elettrauto, nonostante la loro utilità evidente, rappresentano un vero e proprio incubo, per colpa dei rumori molesti che sono in grado di generare. Non solo rumori ma anche odori: sono bollate come inaccettabili le pescherie, al quinto posto della classifica con il 22% delle risposte, precedute comunque dallo spauracchio classico della vita in condominio: i ristoranti take away (28%). Rosticcerie, paninoteche, pizzerie al trancio e venditori di kebab spaventano non solo per gli odori sgradevoli, ma anche e soprattutto per l’apertura notturna e per il rischio che il chiacchiericcio degli avventori arrivi a turbare il sonno della famiglia.

Stupisce notare come alcune categorie commerciali ricorrano in entrambe le classifiche: gli studi medici, ad esempio, sono sia le attività commerciali meglio tollerate, sia nella decima posizione della classifica delle più odiate – segno di pareri discordanti tra chi è alle prese con la vita in condominio. Per molti, infatti, l’eccessivo andirivieni di pazienti e rappresentanti farmaceutici crea solo fastidio. Stesso discorso per gli asili nido: se sono comodi per molti (sono al nono posto tra i preferiti), per il 13% del campione il vociare dei bambini durante il giorno può rivelarsi un incubo. “Gli italiani conoscono bene i vantaggi delle piccole imprese di prossimità – continua Giordano – ma preferirebbero averle a “distanza di sicurezza”, per garantirsi maggiore quiete in casa”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.