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Imu, tassa “municipale” che non arricchisce nemmeno i Comuni: lettera dell’Anci ai cittadini

Il sindaco di Andora nonché presidente della Commissione Finanza locale dell’Anci, Franco Floris, e il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, scrivono ai cittadini per chiarire alcune questioni che riguardano la contestatissima Imu che sostituisce la vecchia imposta sugli immobili e vale più del doppio della vecchia Ici.

“Si tratta di una tassa municipale solo nel nome, perché, nonostante gli aumenti rispetto alla vecchia Ici, non porterà risorse aggiuntive nel bilancio dei Comuni, che tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% del gettito della vecchia ICI, nonostante il prelievo immobiliare ammonti ad oltre il doppio (il 133% rispetto all’ICI 2011)” scrivono nero su bianco Floris e Delrio.

“Infatti, una buona parte del gettito è riservata allo Stato (oltre il 40% del totale previsto con l’applicazione delle aliquote di base indicate dalla legge) e inoltre i Comuni non possono ricevere più della vecchia ICI attraverso forme di compensazione con i trasferimenti statali. I Comuni sono dunque costretti a richiedere ai propri cittadini un’imposta di molto superiore alla vecchia ICI, per sostenere il deficit pubblico in generale e senza che ciò comporti un centesimo in più per le proprie risorse. Per il 2012 quindi i Comuni perdono risorse per un ammontare del 27,2% della vecchia Ici, mentre il prelievo immobiliare complessivo è più del doppio rispetto a quello 2011 (aumenta del 133%)” scrivono ancora Floris e Delrio.

“Oltre tutto, i governi attuale e precedente hanno deciso ulteriori tagli ai bilanci dei Comuni che nel solo 2012 è pari ad una riduzione del 18% delle risorse trasferite. Di fatto, tutti i Comuni italiani, a seguito di questa macchinosa previsione si trovano ad affrontare una situazione di estrema difficoltà: lo Stato, che già negli anni precedenti ci aveva imposto pesanti sacrifici, con quest’ultima manovra sull’Imu, ha reso ancora più precari i bilanci locali e con essi la possibilità di continuare ad erogare servizi essenziali alla cittadinanza”.

“Siamo consapevoli della grave crisi che il Paese sta attraversando non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, né scaricarle su altri. Il nostro contatto quotidiano con i problemi reali dei cittadini, delle famiglie e delle categorie economiche ci porta ad affrontare sul campo molte delle complesse questioni che ostacolano la fuoriuscita dell’Italia da questa crisi drammatica. Tuttavia, i Comuni italiani, diversamente da altre pubbliche amministrazioni, hanno già dato un grande apporto al contenimento del debito, risultando negli ultimi dieci anni il settore pubblico più efficiente e meno ‘sprecone’. Molti Comuni di fronte alla gravità della penuria di risorse dovranno ricorrere all’unico strumento a disposizione: la revisione delle aliquote dell’IMU e dell’addizionale comunale all’Irpef. Gli aumenti che in queste settimane sono in discussione presso molte amministrazioni locali sono il risultato delle scelte governative che si sono aggiunte ai vincoli sui pagamenti e sull’assunzione di mutui per investimenti, impedendo la ripresa delle economie locali senza riguardo per la situazione effettiva del bilancio di ciascun Comune”.

“I Comuni che saranno costretti a dar corso ad ulteriori aumenti del prelievo fiscale, secondo principi di equità e di proporzionalità, lo faranno per sostenere servizi pubblici essenziali nella vita delle comunità locali, dagli asili nido alle scuole materne, dalle mense scolastiche ai trasporti pubblici, ai servizi per anziani. È ora che il Governo si renda conto che la ripresa economica dell’Italia passa per la vicinanza dei Comuni italiani con i problemi dei cittadini e per la loro capacità di fare investimenti utili per le
comunità che amministrano. Nelle prossime settimane l’ANCI e tutti i Comuni si adopereranno
per pubblicizzare le regole di calcolo dell’IMU e semplificare gli adempimenti cui sono chiamati tutti i possessori di immobili (abitazioni, uffici, negozi, e ogni tipo di fabbricato o terreno). L’IMU include nella tassazione anche le abitazioni principali (quelle in cui il proprietario ha la sua dimora), che dal 2008 sono state escluse dall’ICI, e si calcolerà sulla base di valori imponibili che aumentano considerevolmente il prelievo”.

“Il prossimo 16 giugno – si legge anocra nella nota Anci – scade il termine per il pagamento della prima rata dell’IMU ad aliquota di base, eventuali variazioni verranno prese in considerazione in occasione del conguaglio nel mese di dicembre. L’Anci continuerà ad operare con tutte le energie possibili per informare il contribuente e per assicurare un contatto diretto e continuativo tra il cittadino ed l’amministrazione comunale”.

Commenti

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  1. .
    Scritto da 100%

    Ogni sindaco può decidere se applicare l’IMU, quindi in base alla scelta la gente potrà dire bravo o cattivo. Le persone hanno bisogno di esempi, quindi il primo cittadino è pregato di non applicare questa tassa.

  2. marty74
    Scritto da marty74

    Perchè questa IMU non è la IMU del federalismo fiscale che, senza tassare la prima casa, prevedeva di riunire tutte le tasse comunali in una tassa unica (ottima semplificazione), lasciando TOTALMENTE l’introito ai comuni, compresa la vecchia ICI sulla seconda casa. Ma è arrivato Monti che ha centralizzato per distruggere il federalismo, rubare dalle tasche degli italiani e mandare i soldi alle banche, mantenendo i privilegi dei burocrati di stato. E quelli come Floris che hanno lottato per far cadere il governo della Lega, facciano un mea culpa; cosa pensavano mettendo i banchieri al governo, che ci avrebbero regalato palate di soldi?