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Gestiva una rete di case squillo da Albisola a Chiavari: 51enne genovese in manette

Albisola S. Aveva messo in piedi – questa almeno l’accusa che gli viene contestata – un giro di case squillo che si estendeva praticamente in tutta la Riviera ligure: dalla provincia di Genova a quella di Imperia, passando anche per Albisola Superiore. Una serie di appartamenti dove ragazze, ma anche trans, di diverse nazionalità, in particolare sudamericane, romene e ungheresi, si prostituivano. Quello che è ritenuto il “dominus” di questo sistema, visto che affittava gli alloggi alle lucciole, Silvio Zerega, 51 anni, genovese e residente nella città della Laterna, stanotte è finito in manette.

Nei confronti dell’uomo sono scattate manette “doppie”: i carabinieri gli hanno infatti notificato in contemporanea ben due ordinananze di custodia cautelare in carcere, una emessa dal gip del Tribunale di Savona ed una di quello di Chiavari. Mentre erano in corso gli accertamenti dei militari savonesi infatti sono emersi elementi utili a provare che il cinquantunenne aveva messo in piedi un giro di case squillo anche nel genovese, in particolare e Chiavari e Sestri. Da qui la decisione del gip del tribunale della riviera di Levante di emettere la seconda ordinanza.

L’uomo deve rispondere dell’accusa di sfruttamento della prostituzione. Secondo quanto accertato dai carabinieri il suo modus operandi era semplice: l’uomo affittava in diverse agenzie immobiliari della regione appartamenti per brevi periodi (solitamente per qualche settimana o al massimo qualche mese) per poi subaffittarli alle prostitute, ovviamente a prezzo maggiorato. In questo passaggio l’uomo guadagnava così, almeno fino a ieri, centinaia di migliaia di euro.

Dalle verifiche dei militari è emerso che Zerega aveva affittato appartamenti anche a Bordighera e Santa Margherita ligure. Insomma da Levante a Ponente il cinquantunenne aveva costruito una vera e propria rete di case squillo. Ad insospettire i carabinieri di Albisola era stato lo strano via vai di uomini da alcuni condomini cittadini. Da lì era inziata l’indagine che ha portato ad individuare il presunto regista del giro di prostituzione.

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