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Fac, Berruti (Filctem Cgil): “Crisi grave a causa dell’atteggiamento arrogante della vecchia proprietà”

Albisola S. “Non posso che ringraziare i consiglieri regionali Quaini e Piredda per l’interessamento e la sensibilità dimostrata rispetto alla delicata e complicata vicenda della crisi industriali della Fac e del futuro dei 148 lavoratori. Per quanto riguarda le loro osservazioni relative al piano industriale presentato recentemente, certamente non sarà sfuggito che tale strumento è stato redatto dal liquidatore, e non da un imprenditore”: la precisazione arriva da Fulvio Berruti, segretario generale Filctem Cgil Savona che chiarisce alcuni punti del piano industriale presentato qualche giorno fa per l’azienda albisolese.

“Ammesso che ci siano soggetti imprenditoriali interessati all’affitto prima e all’acquisto poi, chi assicura che i contenuti del piano industriale non possano essere oggetto in sede di confronto sindacale di ulteriori modifiche? – contionua Berruti – E se fosse così, le eventuali modifiche per quanto riguarda gli occupati della nuova Fac, si partirebbe da 148 o da 90 come recita l’attuale proposta? Invito a riflettere su un esubero di 58 lavoratori. Purtroppo il futuro della Fac e dei lavoratori è incerto a prescindere da percorsi di liquidazioni o fallimento. Ma c’è un distinguo, che agli osservatori meno attenti di questa vicenda può venire meno ma, ai lavoratori della Fac non sfugge perché vissuta sulla propria pelle”.

“Il disastro industriale e sociale prodotto è dovuto ad una gestione arrogante e scellerata della vecchia proprietà, che ha sempre attribuito le proprie responsabilità ad altri, a partire dalla politica, dalle amministrazioni locali e con un esilarante crescendo Rossiniano spingendosi ai lavoratori – incalza il segretario generale Filctem – Gli stessi a cui non ha retribuito lo stipendio del mese di dicembre, non ha versato i contributi del fondo previdenziale integrativo, oltre a non corrispondere le quote dei contributi sindacali. La stessa proprietà che ha scelto di portare la Fac in liquidazione, nominando lei stessa (l’assemblea dei soci Fac) il liquidatore. Questo è l’elemento che non garantisce la neutralità”.

“Ci sono troppo domande che meriterebbero risposte, a partire dalla fabbrica in Tunisia ma, oggi, abbiamo una priorità, quella di assicurare ai lavoratori la nuova CIGS, senza se e senza ma. Su questo chiediamo il sostegno di tutti, compreso i consiglieri Quaini e Piredda, rassicurandoli sull’impegno e invitandoli ad un eventuale confronto con tutte le Organizzazioni Sindacali in modo da avere il quadro generale della vertenza Fac” conclude Berruti.

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