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Cairo, accusati di riciclaggio di auto: titolari di concessionaria assolti

Cairo M. Erano rimasti coinvolti in una storia di riciclaggio di auto e rinviati a giudizio. Da quel momento per i titolari e “salonisti” di una concessionaria di Cairo, la “Renauto”, che fin da subito si erano detti estranei alla vicenda, è iniziato un calvario giudiziario durato 12 anni. Tenti ne sono serviti infatti perché il processo che li vedeva imputati arrivasse alla conclusione. Questa mattina i tre, Renato Baiunco, Gabriella Maresca e Michele Provino (difesi dagli avvocati Maria Sofia Sterzi, Vittorio Manduca e Elio Di Rella), sono stati assolti da ogni accusa.

I fatti risalivano al 2000: secondo la Procura le vetture, Audi e Volkswagen, importate dall’estero dove erano state rubate, venivano riciclate con documenti falsi e quindi vendute a prezzi di mercato a ignari acquirenti, attraverso una rete di insospettabili concessionari e salonisti. Secondo quanto accertato le vetture venivano “rigenerate” cambiando i numeri di telaio e persino i codici delle centraline elettroniche. Da qui le accuse di riciclaggio, falso e ricettazione.

Gli imputati però si erano sempre difesi spiegando di essere stati ignari della provenienza furtiva delle auto e avevano quindi sostenuto di essere stati a loro volta vittime del raggiro.

Le auto, una decina in tutto, erano state acquistate da una società alassina, la “Best Motor”, che le aveva importate. Dopo che erano state vendute dalla “Renauto” ad ignari acquirenti (che sono stati tutti risarciti) era stata scoperta la provenienza illecita delle vetture. Da lì l’inchiesta che aveva portato al rinvio a giudizio, oltre che di Provino, Baiunco e Maresca, anche del presunto “dominus” della “Best Motor”, Anselmo Ratti, comasco. Quest’ultimo, stamattina, è stato invece condannato dal Collegio del Tribunale di Savona: i giudici gli hanno inflitto sei anni di reclusione e seimila euro di multa per reati che vanno dal riciclaggio, alla ricettazione al falso.

“Dopo 8 anni di processo questa è la fine di un incubo” è stato il commento dopo la lettura della sentenza di Baiunco, Provino e Maresca. “La verità è emersa, il tribunale ha deciso bene. Siamo ovviamente contenti, ma certamente tutti questi anni di processo sono pesanti” è stata l’analisi dell’avvocato Sterzi alla fine dell’udienza.

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