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Burlando scrive al governo: “Come per l’Emilia niente Imu anche per la popolazione ligure colpita dalle alluvioni”

Liguria. “La Regione Liguria ha apprezzato molto l’iniziativa assunta dal Governo nei confronti delle popolazioni emiliane colpite dalla scossa tellurica dello scorso fine settimana di rinviare il pagamento delle imposte e, in particolare, di congelare l’Imu dovuta per gli immobili. Su segnalazione di alcune amministrazioni comunali, vorrei porre all’attenzione del Governo la situazione che si sta verificando in Liguria. Il territorio regionale, tra il mese di ottobre 2010 e novembre 2011, ha subito cinque eventi calamitosi: violente piogge e esondazioni di torrenti che hanno causato ingenti danni a infrastrutture, aziende e immobili pubblici e privati, nonché la perdita di 18 vite umane”.

Queste le parole del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando che ha chiesto oggi in una lettera indirizzata al consigliere Giuseppe Chinè, capo dell’ufficio legislativo Economia del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di considerare la possibilità di sospendere – così come per le famiglie colpite dal recente terremoto in Emilia Romagna – il pagamento dell’Imu relativo a quei nuclei famigliari (circa 280) che, in seguito agli eventi alluvionali del 2010 e del 2011, sono stati allontanati forzatamente dalle proprie case. Queste persone infatti si trovano nella condizione di dover pagare,  seppur con tutte le riduzioni possibili, l’aliquota sulla seconda casa.

“In alcune situazioni, i danni provocati alle abitazioni principali hanno obbligato i Sindaci a emettere ordinanze di sgombero, dichiarando gli immobili temporaneamente inabitabili e, in alcuni casi, addirittura irrecuperabili. I dati in possesso della gestione commissariale indicano che, in relazione alle alluvioni dell’autunno 2010, risultano tuttora evacuati 24 nuclei familiari, prevalentemente nei comuni di Genova, Varazze e dello spezzino, mentre per gli eventi 2011 si registrano ancora circa 250 nuclei familiari impossibilitati a rientrare nella propria abitazione principale”.

“Come è noto, l’applicazione dell’Imu da parte delle amministrazioni comunali determina questa situazione: le case non abitabili – indipendentemente dalla causa che ne ha provocato l’inagibilità – vengono tassate quali seconde case, applicando quindi l’aliquota del 7,6 per mille con diritto alla riduzione della base imponibile del 50%. La normativa vigente in materia consente ai Comuni di ridurre al massimo di 3 punti percentuali l’aliquota base, stabilendola nella misura del 4,6 per mille” aggiunge Burlando.

“Il paradosso che si sta verificando è che non sussiste alcuna possibilità per i Comuni di esentare – o sospendere temporaneamente fino al momento del rientro – dal pagamento dell’Imu quei nuclei familiari che, colpiti da eventi atmosferici eccezionali, hanno subito l’allontanamento forzato dalla propria abitazione principale a seguito di ordinanze sindacali e che adesso si trovano nella condizione di dover pagare l’aliquota, seppur con tutte le riduzioni possibili, di seconda casa. Si tratta di circa 280 nuclei di famiglie liguri che meritano particolare attenzione a causa dei gravi danni materiali e affettivi subiti”.

“Considerando che, nel panorama nazionale, si tratterebbe di cifre irrisorie, a nome di tutti i Comuni coinvolti chiedo che venga valutata la possibilità di equiparare le famiglie liguri interessate dalle alluvioni del 2010 e del 2011 alle popolazioni emiliane colpite dal recente terremoto, introducendo una norma che rinvii il pagamento dell’Imu relativo alle abitazioni dei liguri danneggiati e impossibilitati a usufruire del proprio bene per ragioni di forza maggiore” conclude Burlando.

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