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AIA Tirreno Power, “fumata grigia” da vertice romano: Regione, Provincia e comuni presenteranno documento condiviso

Vado Ligure. Si è conclusa con l’ennesimo rinvio la riunione che avrebbe dovuto portare alla convocazione della conferenza dei servizi deliberante per la concesione dell’AIA, autorizzazione integrata ambientale, per la centrale Tirreno Power di Vado Ligure, tassello fondamentale per il via al progetto di ristrutturazione del sito vadese.

Al tavolo con l’ISPRA erano presenti, oltre ai tecnici del ministero, quelli degli enti locali interessati. Mentre il ministero aveva preparato l’istruttuoria da portare in conferenza, i rappresentanti del territorio hanno invece chiesto di discutere la pratica e di apportare modifiche al documento preparato dalla Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Il nocciolo della questione è un piccolo “cavillo” che, però, a parere dei tecnici liguri è fondamentale per tutelare al massimo la salute dei cittadini.

“Abbiamo deciso di fissare un incontro tra di noi – spiegano dalla Regione – in modo da stilare un documento condiviso alternativo a quello dell’ISPRA e tornare quindi a discutere con un’idea comune”.

Regione Liguria, Provincia di Savona e i comuni di Vado e Quiliano sono uniti nel chiedere che l’AIA venga rilasciata sulla base di un criterio differente rispetto a quello ipotizzato dal Ministero. Gli enti locali vorrebbero l’applicazione di una direttiva europea emanata nel 2010 che però non è ancora stata recepita dal governo italiano e, quindi, non sarebbe applicabile in quanto non prevista dallo Stato.

“Dobbiamo individuare una scappatoia per convincere l’ISPRA ad utiizzare questa direttiva o comunque avvicinarsi il più possibile al metodo descritto in tale documento”.

Le scadenze sono molto serrate: vista l’accelerata voluta dal ministero è probabile che già la prossima settimana a Genova si svolga il tavolo tra gli enti locali in modo da avere il documento pronto per la metà di giugno.

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