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Usura, Michele Cetriolo si difende in aula: “E’ vero ho prestato dei soldi, ma mai applicati interessi a usura”

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Borgio V. E’ ripreso ieri in tribunale a Savona il processo che vede a giudizio Michele “Romano” Cetriolo ed altre otto persone (Armando Tortelli, Fabrizio Toselli, Irene Quaglia, Mario Langhetti, Adriano Mortarelli, Bruno Piave, Fabio Domenicale ed Enrico Gozzi) per una storia di usura.

Nel corso dell’udienza di ieri è stato sentito come testimone proprio Cetriolo che ha spiegato: “E’ vero, ho prestato soldi ad alcuni amici perché me li avevano chiesti e ne avevano bisogno, ma non ho certamente applicato interessi a usura. Avevo disponibilità di denaro perché avevo molte macchinette videopoker a noleggio in tutta la provincia, e rendevano parecchio, anche 4-5 milioni di vecchie lire al giorno”.

Difeso dall’avvocato Giovanni Ricco, Cetriolo ha più volte fatto precisazioni alle accuse che gli venivano mosse, ad esempio sottolineando che a una data persona, “mio amico”, aveva prestato “venti e non 17 mila euro”. Per un altro amico di vecchia data il prestito fu invece di 30 mila euro “sempre senza interessi a usura”. Invece a Mauro Baglietto, il macellaio che si suicidò perché oberato di debiti e interessi (e grazie al suo taccuino con nomi e cifre scattò l’inchiesta), stando al capo d’imputazione Cetriolo prestò “soltanto” 2950 euro.

“Perché allora, quando ottenne i domiciliari, lei accettò di risarcire i danni agli eredi della vittima con 25 mila euro, più 10 mila ad altre due persone?” gli ha chiesto il pm Daniela Pischetola. “Perché mi avevano detto chiaro e tondo che senza risarcimento sarei rimasto in cella” ha risposto Cetriolo. Al termine delle audizioni dei testimoni il processo è stato poi rinviato al prossimo 6 giugno.

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