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Articolo n° 212297 del 28/02/2012 - 15:32

Polizia municipale e pistola d’ordinanza: il ministro Cancellieri scrive ad un vigile savonese

Anna Maria Cancellieri

Savona. Polizia municipale e dotazioni di sicurezza, criminalità e formazione dei tutori dell’ordine per porvi rimedio: temi intensamente intrecciati, che salgono alla ribalta con i più gravi fatti di cronaca. Come il colpo di pistola sparato da un vigile urbano a Milano al termine di un inseguimento, un ragazzo di 29 anni ucciso e un vigile accusato di omicidio volontario.

Al fatto si sono susseguite, com’era prevedibile, polemiche e accuse sulla formazione della polizia municipale e sulla opportunità o meno che sia dotata di una pistola d’ordinanza.

Così M.L., savonese che presta servizio come vigile a Genova, ha preso carta e penna e scritto al ministro Anna Maria Cancellieri che a Bologna, avrebbe secondo lui dichiarato che il disarmo dei vigili sarebbe “da valutare”.

“Perché, signor ministro? – chiede M.L. alla titolare del dicastero dell’Interno – Valuterete anche il disarmo della polizia stradale dopo la condanna dell’agente Spaccarotella? E’ stato valutato il disarmo dell’Arma dei Carabinieri dopo l’uccisione di Carlo Giuliani da parte del militare Placanica?”

L’agente della polizia municipale spiega: “Non abbiamo le stesse tutele previdenziali, non abbiamo più neppure (le ha tolte il Governo dove lei siede) la ‘causa di servizio’. Se ci ammazzano sulla strada come gatti di notte, ed è successo sempre a Milano al collega Nicolò Severino, non abbiamo neppure i funerali di Stato, quello Stato di cui noi, attraverso la sua ripartizione comunale, siamo servitori”.

Un tema delicato, quello della sicurezza di vigili urbani, troppo spesso messi sulla strada senza un’adeguata formazione e adeguate risorse, e che sono i primi a chiedere un processo di riforma della categoria.

A pochi giorni di distanza dalla lettera, la risposta, firmata di pugno dal ministro Cancellieri, è arrivata: “La mia riserva di valutazione – precisa il ministro – non si riferisce nello specifico alla proposta di disarmo degli agenti di polizia locale, ma semmai alla necessità di un’equilibrata riflessione sul riordino organico dell’intera materia”.

“Già dall’inizio della Legislatura – spiega la Cancellieri – la prima Commissione Affari costituzionali del Senato ha avviato un’attenta discussione su questi temi che ha visto anche il coinvolgimento del precedente Governo in merito ad alcune misure su cui i relatori e i componenti della Commissione hanno ravvisato la necessità di un parere tecnico del Ministero dell’Interno”.

“Nel corso dell’illustrazione delle linee programmatiche del Viminale in Commissione Affari costituzionali del Senato ho dato la mia disponibilità per riavviare al più presto la discussione e consentire al Parlamento l’approvazione in tempi rapidi di una riforma tanto attesa dell’intero comparto, che ne rispetti la peculiarità e conferisca il giusto riconoscimento al prezioso lavoro che gli agenti di polizia municipale svolgono quotidianamente sul territorio”.

“Le assicuro pertanto – conclude il ministro Cancellieri – che nel pieno rispetto delle scelte che il Parlamento vorrà operare su questi temi c’è la massima collaborazione da parte mia e del Ministero dell’Interno per definire in modo organico il nuovo assetto della polizia locale”.

4 commenti a “Polizia municipale e pistola d’ordinanza: il ministro Cancellieri scrive ad un vigile savonese”
wolf ha detto..
il 29 febbraio 2012 alle 14:42

Concordo con il vigile che ha parlato molto bene al ministro , riassumendo in poche righe quale sia il disagio di una categoria di operatori di polizia locale che sono in un limbo di incertezza ormai da troppi anni….pero mi permetto di puntualizzare che l’esempio di Giuliani non era molto azzeccato , infatti il militare a mio parere aveva fatto fuoco in maniera più che lecita……

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Vero Eretico ha detto..
il 29 febbraio 2012 alle 01:30

ma sì togliamogli le armi e lasciamogli solo i blocchetti per le contravvenzioni così non avranno altro da fare che tartassarci con le multe, rimpingueranno le casse dei vari comuni per la felicità degli amministratori e con la scusa di essere disarmati non faranno più nessun intervento che non sia economicamente conveniente per il comune e soprattutto avranno la scusante per poter voltare le spalle e cambiar strada quando si troveranno in una qualsiasi situazione di potenziale pericolo per noi cittadini visto che loro saranno esattamente al nostro stesso livello come possibilità di intervento … Anzi forse un pelino inferiori visto che sono costretti ad andare in giro con divise anacronistiche che li limitano in maniera considerevole nei movimenti soprattutto in inverno e portano calzature del tutto inadatte a correre … Speriamo che almeno poi potenzino polizia di stato e carabinieri sul territorio anche se ci credo molto poco

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mariolino ha detto..
il 29 febbraio 2012 alle 00:24

l’ho già riproposto, armare i tutori dell’ordine con un manico di scopa e un carciofo legato in cima. Unico problema è quando finisce la stagione dei carciofi…forse con un mazzetto di ortica..!! ( seriamente, poveri tutori che si devono far ammazzare dai delinquenti e reagire solo se mancati dall’arma di quest’ultimi.!)

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fimbulvetr ha detto..
il 28 febbraio 2012 alle 17:30

Se i vigili urbani sono forze di polizia e svolgono attività di polizia giudiziaria, in poaritcolar efermi e arresti, con cosa svolgono in sicurezza il loro lavoro?
Le armi sono necessarie, la preparazione all’uso secondo Legge, anche, ma se si svolgono certi compiti, questi devono prevedere la adeguata dotaizoni di strumenti (compreis manganelli, spray urticanti, teaser, tuto quello che serve, soprattuto se sostituiscono le armi.
Non vietare l’uso del maganello come fanno molti comuni, utile più al Vigile per diefendersi che non ad offendere.
Ma quale vigile si adopererà per inseguire un ladro?, sedare una rissa? con cosa convinciamo dieci persone che stanno sfasciando un locale a smetterla? gli mandiamo un telegramma?
Oppure togliamo l’attività di polizia giudiziaria ai vigili urbani.

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