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Elezioni Cairo, Pelazza (La Destra): “Raid naziskin al Raindogs? Sì, sono io”

Cairo M. “A seguito dei numerosi commenti alle notizie di Ivg che riguardano la mia campagna elettorale sulla possibilità o meno di un caso di omonimia per quanto concerne l’assalto al circolo ‘Raindogs’ risalente a 5 anni fa intendo fugare personalmente ogni nebbia fin da subito. Ebbene sì, sono io”. Con queste parole il candidato sindaco di Cairo della Destra Marco Pelazza chiarisce ogni dubbio a tutti gli internauti ai quali non era sfuggito che il suo nome figurava tra quello degli imputati nel processo per l’episodio di violenza accaduto in Darsena.

“Colgo la presente occasione per chiarire in modo definitivo tale vicenda sia sotto il profilo legale che morale. In gennaio sono stato assolto dalle accuse di lesioni personali ma condannato per resistenza, danneggiamenti e violenza privata (a sei mesi e quindici giorni di reclusione ndr). Conseguentemente il giudice ha operato una sospensione condizionale della pena” precisa Pelazza.

“Non appartiene alla mia cultura personale il senso del logorante pentimento. Più che al peccato credo alla colpa. Ci tengo dunque a far presente in modo pubblico che ritengo quelle mie azioni sbagliate. Sempre quest’ultime, come non credo sia difficile immaginare, si sono ripercosse non solo sulla mia dimensione privata ma anche su quella professionale. Non esprimo tutto ciò per suscitare chissà qual genere di pietà ma per far comprendere anche a chi, non avendo mai in vita sua sbagliato come invece ha avuto modo di fare il sottoscritto, punta il dito per l’ennesima lapidazione mediatica” aggiunge il candidato de La Destra..

“Si è trattato – prosegue Pelazza – di una necessaria catabasi interiore che mi ha concesso o, per meglio dire, costretto a misurarmi con me stesso. Penso che solo in tal modo chi sbaglia possa comprendere le proprie azioni. Non voglio ergermi a guru della coscienza altrui ma assicuro che l’unico modo per risolvere i propri sbagli risieda nella fermezza con se stessi, mai con gli altri. Perciò invito chiunque a diffidare da chi si strappa pubblicamente le vesti, versa fiumi di lacrime, sbandiera, per l’appunto, il proprio ‘pentimento'”.

“A tal proposito è di intolleranza che bisogna parlare. Chi come me, crescendo a destra, ha sempre subito, sotto qualsiasi profilo sia esso scolastico, in termini di relazione personale o culturale, l’intolleranza dei democratici a senso unico sbaglia nel rendere al mittente quell’intolleranza. Così come sbagliano i baroni dalle loro alte cattedre, i messiah del pensiero unico ed omologato, gli strilloni dei movimenti a spargere la paura e l’odio per chi non la pensa come loro. All’urlarci in faccia che siamo razzisti, temiamo il diverso senza però mai concederci il diritto di replica o instaurare un confronto sereno. E in mezzo ci siamo noi. La cultura skin, di cui s’è parlato in occasione dell’assalto al ‘Raindogs’ e non necessariamente di destra ma sviluppatasi con tutte le gradazioni dell’arcobaleno politico, è una cultura di strada, eminentemente popolare. Sta a noi, specie ai più giovani, rifuggire i cattivi maestri o non scivolare cedendo alle provocazioni” spiega l’esponente de La Destra.

“Esiste un odio delle parti e forse proprio questo ci rende tristemente italiani. Al di là degli scontri tra le varie tifoserie calcistiche ci trasciniamo da troppi secoli il rancore della fazione. Guelfi e ghibellini, rossi e neri. Per questo ritengo coloro i quali stanno dall’altra parte della barricata italiani quanto lo sono io. Lo faccio nonostante sfilino sotto le insegne della falce e martello, nonostante si siano ridipinti da pochi lustri col tricolore solo perché esistono altri che farneticano su secessioni varie” precisa Pelazza.

“E proprio per questo, proprio perché tutti italiani, dovremmo, ciascuno a casa propria, recidere la catena dell’intolleranza che ci trascina verso il baratro – osserva il candidato sindaco -. Non mi nascondo dietro a un dito e non temo di trattare tutto ciò pubblicamente, mettendoci la faccia. Chiedo però equanimità di giudizio sugli schieramenti e colgo l’occasione per rivolgermi a chi non s’è fatto sfuggire l’occasione per attaccare fisicamente ed in modo reiterato la nostra sede. A tutti coloro che in piazza, in occasione della visita di Storace a Savona, urlavano ‘Uccidere un fascista non è reato’ e a quanti non mostrano la pur minima carità d’animo rigettando di anno in anno le richieste per concedere memoria alle vittime innocenti del comunismo nella nostra città. Smettiamola col rancore e sfidiamoci sulle proposte. Non esistono nemici da annientare ma avversari da battere sul piano delle idee”.

“Chi ci odia e minaccia non finirà mai per questo in tribunale ma li invito lo stesso a riconsiderare le proprie posizioni. C’è in gioco il futuro di noi tutti e credo che, per una volta tanto, l’esempio possa arrivare dai giovani e da chi, come nel mio caso, ha sbagliato. Ringrazio infine La Destra per avermi dato l’occasione di misurarmi sul piano delle idee. Ho promesso a me stesso di non gettare al vento quest’opportunità. La Destra c’è!” conclude Marco Pelazza.

Commenti

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  1. La Destra Savona
    Scritto da La Destra Savona

    Essere uomini significa non vergognarsi di se stessi ma capire i propri errori. Bravo Marco e grazie per queste tue parole

  2. Scritto da Manovella

    ognuno è responsabile delle sue azioni.e comuqnue per me meglio un ragazzzo come questo che quei debosciati sballati e strafatti di coca e altre amenità tipici delle discoteche italiane al sabato sera.

  3. Scritto da freeholly9

    errori ne facciamo tutti.lo scopo punitivo della legge è far sì che il cittadino cresca civilmente e non commetta più altri reati, obiettivo direi perseguito a pieno con marco pelazza…
    Probabilmente tra giornali e notizie la faccenda sarà stata perfino ingigantita, quasi sicuramente…
    stà di fatto però che il flebile sogno di vedere una persona nuova,con un nuovo concetto di politica ” dura e pura” sembra svanito anche stavolta…correggiamo il tiro?da 3% passiamo all’1,5%…….

  4. Scritto da Ardenti Paolo

    …ho sempre ritenuto l’utilizzo della violenza espressione di debolezza… (si usano le mani quando la nostra ragione fallisce)…allo stesso modo ritengo che un uomo sia degno di chiamarsi tale se possiede l’umiltà di riconoscere le proprie colpe ed imparare da esse…
    …sono certo che potrai espiare i tuoi sbagli verso la comunità di cui sei parte, non chiedendo scusa, ma dimostrando di essere capace ad impedire che altri, a te vicini, ne compiano di simili…
    Per quanto riguarda quella parte di società che in nome della giustizia sociale, dell’uguaglianza e della fraternità predica violenza ed odio… beh! sarebbe già un bel risultato se imparasse almeno a non puntare il dito… ma ne dubito…

  5. luigi tenderini
    Scritto da luigi tenderini

    @marco: comprendo lo spirito battagliero e il coraggio delle tue idee, in questo La Destra ti ha davvero dato una possibilità di riscatto mettendoti a servizio di un bene pubblico, guardando le cose da un angolatura differente da tutte le altre ma rimango fermamente convinto che hai perso una occasione davvero preziosa! Perdono significa Dono Perfetto, così è il significato…e tu hai deciso di non essere perfetto…questa tua imperfezione la dovrai correggere per forza, perchè alla fine è solo una questione di orgoglio personale! Avere il coraggio di andare per strada a meno 6 gradi è apprezzabile ma abbassare la testa per poi rialzarla è ancora più importante ed ammirabile…! Pensaci….sei stato militare…”Chi non sa obbedire (alla propria coscienza e al popolo) non sa Comandare…”! Chiedi ai tuoi genitori, magari ti potranno dare un consiglio in questa direzione… I cairesi per darti il voto hanno bisogno di questi gesti ormai dimenticati…almeno pensaci…un amico!