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Articolo n° 210464 del 01/02/2012 - 18:51

Acqua pubblica: sabato giornata di presidi nel savonese

acqua pubblica

Savona. Anche in Provincia di Savona, come in tutta Italia, i Comitati locali aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua organizzano per sabato 4 febbraio dalle ore 15.30 alle ore 18.30 banchetti e presidi a Savona (Corso Italia angolo Via Paleocapa), Finale Ligure (Piazzale Buragi sul Lungomare vicino Arco di Spagna) e Albenga (Piazza del Popolo).

Nelle varie iniziative, che saranno caratterizzate da gazebi, strisce azzurre e bandiere, verrà effettuata una attività di volantinaggio per l’attuazione del referendum per l’acqua come bene pubblico.

volantino A5 provincia Savona

Redazione

3 commenti a “Acqua pubblica: sabato giornata di presidi nel savonese”
deleterio ha detto..
il 1 febbraio 2012 alle 20:47

Solidarizzo e aderisco. Ho votato “sì” ai referendum e mi sento preso in giro per la mancata attuazione del risultato del voto.

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IronMan ha detto..
il 1 febbraio 2012 alle 21:29

@deleterio . . . «la gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione» Corrado Clini – Ministro dell’ambiente

cioè il principio diametralmente opposto al contenuto dei due quesiti votati il 12 e 13 Giugno 2011 . . . che l’interesse fosse alle poltrone e non alla remunerazione lo ha, comunque, dimostrato Vendola aumentando le tariffe. . . La gestione pubblica dei servizi è solo un tumore. Maligno, in ongi caso . . . che senso ha avuto il referendum sull’acqua pubblica? per rimpinguare il portafogli di quelli che hanno indetto il referendum, che son sempre i soliti. . . È nata una nuova professione, in tempi di crisi: il proponi-referendum, molto remunerativa.

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deleterio ha detto..
il 1 febbraio 2012 alle 23:15

@iron: premesso che non mi risulta che a proporre un referendum ci si guadagni, anzi… se hai delle notizie in merito rendicele note, a patto che siano fatti verosimili e dimostrabili.

Detto questo, per essere concreti, uno dei referendum era estremamente preciso: aboliva la “remunerazione del capitale investito”, uno dei valori che vanno a formare la cifra complessiva sulla quale si calcola la tariffa dell’acqua che paghiamo. Se non sbaglio, credo che sia in media una percentuale del 7% sul totale degli investimenti effettuati nell’anno. Abolire questo 7% (o quello che è) significa una “bolletta” dell’acqua più leggera (anche per Iron, a cui piace pagare l’acqua più cara, e anzi la darebbe a gestire ai privati perché sarebbe felice di pagare di più ancora, e se potesse pagarla ad un privato sprecherebbe apposta più acqua, perché dare dei soldi ai privati lo rende politicamente felice).

Io, invece, ai miei soldi ci tengo e non voglio pagare questa quota che ho fatto abolire con il mio voto al referendum. Mi risulta che, ad esempio, ad Arezzo almeno un migliaio di famiglie si sono “ribellate” e si stanno autoriducendo la bolletta in base a quello che sarebbe il risultato del referendum. Spero che presto ci siano le prime sentenze dei giudici di pace e – credo – di giudici amministrativi che costringano tutti gli enti gestori a ridarci indietro quanto ci spetta, e che nel corso di quest’anno tutti gli enti gestori si adeguino velocemente. E che caspita.

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