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Articolo n° 210069 del 27/01/2012 - 15:10

Un fotomontaggio paragona le ciminiere di Vado ai camini di Auschwitz. Tirreno Power: “Inqualificabile”

Foto Uniti per la Salute

Vado Ligure. Nel Giorno della Memoria compare sulla bacheca Facebook di Uniti per la Salute, l’associazione per la tutela ambientale nel territorio vadese e savonese al centro della battaglia anti-carbone, un fotomontaggio che mescola la foto storica del campo di concentramento di Auschwitz (con la scritta “Arbeit macht frei”) alle ciminiere di Tirreno Power.

Nell’immagine, in un primo momento approvata con un “like” dalla stessa Onlus di Valleggia, campeggia la didascalia: “Sono cambiate le maniere ma i camini?”. Da lungo tempo l’associazione si batte con molti altri comitati per scongiurare l’ampliamento della centrale termoelettrica vadese, che però, dopo un lungo iter, ha ricevuto l’autorizzazione della conferenza dei servizi a Roma prima e della giunta regionale Burlando poi.

L’azienda energetica realizzerà un nuovo gruppo da 460 MW e ricostruirà integralmente quelli obsoleti per adeguarli alla tecnologia più moderna. Un investimento complessivo 1400 milioni di euro, una parte dei quali, circa 200 milioni, destinati al settore delle fonti rinnovabili. Secondo le stime della stessa TP, gli interventi ridurranno le emissioni del 70% rispetto a quelle odierne.

Uniti della Salute, al contrario, contesta le prospettive di miglioramento ambientale (così come configurate dalle istituzioni) e dice no a qualsiasi investimento sul carbone, opponendosi a qualunque tipo di ristrutturazione dell’impianto e incoraggiando, invece, l’ipotesi della metanizzazione.

Le tesi dell’associazione riguardano anche la mortalità per tumore ai polmoni nelle zone di Vado, Quiliano e Savona, in attesa di uno studio scientifico riconosciuto che ne dimostri un legame diretto con il sito produttivo. Argomenti che sono stati espressi anche in un recente convegno organizzato a Loano dal Fli, con la partecipazione, quali portavoce delle tesi della Onlus, di Gianfranco Gervino, Renzo Briano e Roberto Suffia.

A 67 anni dal giorno in cui le truppe sovietiche arrivarono ad Auschwitz, in tutta Italia, e nel resto del mondo, si celebra il Giorno della memoria dell’Olocausto. Proprio oggi compare su Facebook una foto che assimila direttamente i forni crematori alle ciminiere presenti a Vado Ligure.

Sulla divulgazione del fotomontaggio interviene direttamente l’azienda: “Tirreno Power ha sempre mostrato consapevolezza e disponibilità nell’accettare che il dibattito sul tema dell’industria energetica, e in particolare sulle proprie attività produttive, potesse assumere talvolta connotazioni e accenti alquanto duri e aggressivi da parte di chi ha espresso posizioni critiche nei confronti della società. Tuttavia, proprio nel Giorno della Memoria, in cui si celebra anche il ricordo della Shoah, lo sterminio subito dal popolo ebraico, ci è stata segnalata la presenza sulle pagine Facebook di Uniti per la Salute di un intervento del tutto inaccettabile e lesivo non solo della reputazione di Tirreno Power ma anche, e riteniamo fatto ancora più grave, della dignità e del rispetto che una celebrazione così significativa pretende”.

“Questo intervento pubblicato da molte ore nello spazio dei sostenitori è poi stato seguito da altri contributi da parte dell’associazione che gestisce tali pagine, senza essere stato stigmatizzato o cancellato – prosegue Tirreno Power – Si tratta di un fatto inqualificabile e di pessimo gusto, lontano da ogni possibile motivazione o giustificazione. Ci sia consentito dire apertamente che è stato superato il limite del buon senso e che tale comportamento getta una cupa ombra anche sulla credibilità morale di chi accetta questo tipo di argomentazioni”.

Redazione

18 commenti a “Un fotomontaggio paragona le ciminiere di Vado ai camini di Auschwitz. Tirreno Power: “Inqualificabile””
Bilù ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 15:26

ma saranno schifosamente INOPPORTUNI o no?!!!!!!!!

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folgore ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 16:51

Non posso scrivere quanto penso di Uniti per la salute altrimenti mi censurerebbero il commento,dico solo che è VERGOGNOSO e SCHIFOSO come si possa accostare persone deportate donne e bambini costrette a vivere in condizioni disumane per poi essere uccise in forni, a battaglie per la salute legittime quanto si vuole ma decisamente meno dell’olocausto.
Quando qualcuno utilizzò il motto sul cancello di Auschwitz tempo fa per uno slogan venne messo alla gogna giustamente con i peggiori epiteti mi aspetto la stessa cosa per un’accozzaglia di persone che non mostrano il minimo rispetto addirittura “I like” hanno avuto il coraggio di mettere e nemmeno di rettificare, che schifo!
Altro che salute sempre più convinto dell’esistenza di una lobby!
VIGLIACCHI!

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Bobby75 ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 17:57

Questi qua son proprio dei fenomeni, non c’è che dire… fateli andare dai parenti delle vittime della Shoah con quella foto in mano, e vediamo cosa ne pensano loro…

2
IronMan ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 18:44

Uniti della Salute = lobby dell’ambiente ! VERGOGNATEVI ! !

2
marco1 ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 18:45

Purtroppo al peggio non c’è mai fine……….

2
Carlo M. ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 18:55

Come mai nulla da l’impeccabile Uniti per la Salute. Non si vergognano almeno un pò? Niente eh…Neanche una parola per chiedere scusa. Incredibile.

4
Paolo Fanello ha detto..
il 27 gennaio 2012 alle 21:24

Il cattivo gusto e la stupidità di certi infelici paragoni fanno passare in secondo piano il timore, peraltro giustificato dell’insorgenza di certe malattie attribuibili alle emissioni della centrale di Vado.Occorrono, semmai, documentazioni mediche o comunque argomentazioni valide ed inoltre si dovrebbe, prima di dire di no a tutto, porre delle alternative credibili se non altro dal punto di vista occupazionale.

3
Iosif ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 09:11

Hanno dimostrato chi sono…punto

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Socrate ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 09:58

IN effeti il paragone è errato per due motivi: nei lager si moriva i nmaniera rapidiossima rispetto alle malattie cardiache, gli ictus ecc., non si restava invalidi e poi chi restava fuori dal lager era salvo, mentre qui chi è fuori rischia tanto quanto chi ci lavora.
L’inquinamento di Tirreno POwer è molto più simile alla morte per cirrosi di chi beve o per cancro ai polmoni di chi fuma due pacchetti al giorno, solo che se non voglio bere e fumare mi salvo, con Tirreno Power non posso smettere di respirare. per questo credo ci sia una battaglia così aspra. Personalmente mi piacerebbe che chi vuole la centrale la avesse e si respirasse solo lui i fumi, ma non è possibile: ce li respiriamo allora si finisce a litigare dato che preferirei non fare la fine di diversi miei familiari per patologie che, come gli studi accertano, provengono proprio dalla centrale.

P.S. NOn sarebbe corretto, ma se avessi i soldi me ne andrei e lascerei chi se l ovuole respirare a fare i fumenti sulle salubri ciminiere.

1
Socrate ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 10:18

P.S: Dato che (chissà perchè) nessuno lo ha ancora detto, l’Associazione Uniti per la Salute si è subito e pubblicamente dissociata da quell’immagine, messa sulla pagina facebook da una persona ben precisa e non dall’Associaizone stessa.
Poi, come spesso accade chi è in malafede fa finta di non sapere, di non avere visto la dissociazione, ma anche a questo in Italia siamo abituati.

1
Resist ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 10:33

Purtroppo questa volta “Uniti per la Salute” ha sbagliato, anche in modo grave, mi aspettavo una ammissione di questo sbaglio e spero ancora che questo avvenga.
Ma deve comunque essere riconosciuta la giusta battaglia che questa associazione porta avanti.
La logica del “carbone” a Vado porterà grandi sofferenze(come è successo per gli inquinamenti di amianto a Casale ecc. ecc.) e questo fatto non può essere nascosto.

1
denni ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 10:35

Già ieri ho cercato di esternare il mio stupore, la mia indignazione e il senso di vergogna che ho provato nel vedere e leggere quanto pubblicato dai signori di Uniti per la salute. Vorrei solo che costoro provassero ad immaginare lo stato di tutti coloro che sono stati,loro malgrado,costretti a passare sotto quella scritta e non hanno più fatto ritorno. Come fate a scrivere I LIKE??? Almeno abbiate il coraggio di chiedere A LORO scusa

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freeholly9 ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 10:45

se la potevano anche risparmiare…ma non capisco come mai appena uno ha a cuore l’ambiente e la salute tutti quanti gli danno addosso manco fosse un’appestato…come mai?

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Redazione ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 11:12

@Socrate il comunicato sul sito e’ stato pubblicato su FB verso mezzanotte, e se ci consenti ogni tanto “dormiamo” anche noi

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Resist ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 13:37

Finalmente i chiarimenti di “Uniti per la Salute” sono arrivati. Mi pareva veramente strana una scivolata del genere.
La lotta contro l’inquinamento da carbone è sacrosanta….e oggi la pensano così in tutto il mondo.

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fimbulvetr ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 14:11

Anime Belle Gauche au caviar, Brixton, etc. etc. come mai nessuno ha chiesto le dimissioni di tutto Uniti per la salute?
la coerenza, la coerenza, ach! damn! la coerenza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
In attesa di distinguo, ma, se si vero però è solo uno non tutto il gruppo, ha sbagliato ma in buona fede, non sono rapresentantid elle istituzioni, etc. etc.. La coerenza, difficile conviverci.

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Bobby75 ha detto..
il 28 gennaio 2012 alle 14:56

Alla fine, da loro l’obiettivo è stato raggiunto, ovvero quello di farsi pubblicità ed invitare tutti a visitare il loro gruppo di facebook e farli conoscere alla comunità, visto che nessuno prima li cagava. Abbiamo sbagliato a fare raffiche di commenti indignati: in questo caso bisognava ignorarli senza far loro raggiungere il loro scopo. Hanno vinto loro.

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Socrate ha detto..
il 30 gennaio 2012 alle 10:34

@redazione. il mio P.S. NOn era riferito a voi, ma ai commenti posteriori alla dissociazione delll’associazione.

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